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Dalle analisi alle prenotazioni, ecco la farmacia del futuro

Prenotazione di esami e visite, consegna referti campagne vaccinali o di educazione all’utilizzo dei farmaci, screening, medicazioni e iniezioni, per ridurre il ricorso al pronto soccorso. Così saranno le farmacie del futuro, sempre più in grado di farsi da tramite tra il cittadino e il Servizio Sanitario nazionale. Uniformemente distribuite sul territorio, dalla grande città al paesino sperduto tra i monti, ricche di personale qualificato, per il presidente di Federfarma, l’associazione che riunisce i titolari, Annarosa Racca, le farmacie «sono pronte a far decollare l’offerta di servizi sanitari», ma non sono ancora «una risorsa totalmente sfruttata in tutte le sue potenzialità», ha spiegato Racca nel corso del convegno ‘Un nuovo progetto per la farmacia italianà. Importante nel processo di de-ospedalizzazione, questo percorso vedrà la rete delle 18000 farmacie italiane diventare snodo fondamentale del servizio sanitario. Per farlo però, «è necessario che la politica faccia un passo in avanti» per velocizzare i tempi per il rinnovo della Convenzione tra farmacisti e Ssn, scaduta da 15 anni. È quanto auspica anche il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin che specifica: «la farmacia deve svolgere un ruolo di infrastruttura sanitaria. Ne abbiamo almeno una in ogni Comune italiano, è una rete che già abbiamo e che possiamo utilizzare per tante cose, dalle prestazioni all’utilizzo del fascicolo elettronico e può essere anche un modo per fare prevenzione». «Sono pronta a fare da ponte tra istituzioni e territorio», dichiara, nella sua doppia veste di farmacista e ministro per gli Affari regionali, Maria Carmela Lanzetta. Sui tempi del rinnovo della convenzione, però, nessuno si sbilancia. «Va elaborata a livello nazionale e poi recepita dalle Regioni, ma se quella nazionale verrà fatta con determinati criteri il recepimento sarà automatico ed equanime», spiega Luca Coletto, coordinatore degli assessori della Sanità. «Magari – prosegue – in un anno non ce la facciamo, ma chissà magari ci riusciamo entro nove mesi. C’è tanta carne al fuoco stiamo facendo una revisione globale del nostro sistema sanitario». Anche l’industria farmaceutica aspetta questo passaggio. «Sarebbe ora», commenta il presidente di Farmidustria Massimo Scaccabarozzi che spiega: «uso il condizionale perchè sono consapevole che non sarà facile ma mi auguro si facciano un passi avanti perchè contribuisce a rendere efficace efficiente e sostenibile il Servizio sanitario nazionale». Altro braccio della medicina territoriale, i medici di famiglia, si dicono pronti a collaborare. Per il segretario della Federazione dei Medici di Medicina Generale (Fimmg) Giacomo Milillo, «il dialogo tra farmacisti e medici di famiglia è possibile se basato su reciprocità. Possono essere sinergici e complementari nell’offrire informazione educazione e servizi». Tra i nodi del settore, ha rilevato il ministro Lanzetta, anche la distribuzione dei farmaci inseriti nel Pht, prontuario dei farmaci a distribuzione diretta. «Il posto giusto per distribuire i farmaci è la farmacia», anche perchè, in questo modo «il paziente non è obbligato a recarsi di persona in ospedali, spesso lontani da casa, e a fare lunghe file». Per questo, «bisogna riportare quello che è giusto riportare, in farmacia».

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