| categoria: editoriale

Il Cavaliere “consulente” di Washington per l’incognita Renzi?

Se non fosse arrivata, rapida e dolorosa come una scudisciata, la comunicazione della Procura con il “no” al viaggio in Irlanda per il vertice del Ppe, quasi non ci ricorderemmo che Silvio Berlusconi è un cittadino in attesa di conoscere le modalità della pena da scontare. Un cittadino condannato in via definitiva, accompagnato fuori dal Parlamento. E ancora sul banco degli imputati in un’altra manciata di processi. Il Cavaliere infatti appare nel pieno della sua attività politica, leader incontrastato di un partito(di opposizione) in grado di trattare e porre qualche condizione a Matteo Renzi. Le sue esternazioni fanno notizia, valgono i titoli sui giornali. Oggi si scopre che l’ambasciatore americano lo chiama a Villa Taverna per farsi aiutare a capire le complicate evoluzioni della politica italiana. Berlusconi consulente di Washington per quanto riguarda il caso-Renzi. Vera o verosimile che sia la notizia è comunque suggestiva. Se anche fosse una bufala sarebbe la tangibile dimostrazione che il Cavaliere è tuttora in grado di condizionare, di piegare ai suoi disegni i media. Non è roba da poco. Silvio finirà ai domiciliari? Sarà affidato ai servizi sociali? Se queste sono le premesse non cambierà nulla.

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