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Violenza contro le donne, nel Lazio 22 strutture di sostegno e 13 sportelli attivi

Sono 22 le strutture antiviolenza censite nel novembre 2013 dall’assessorato regionale alle Politiche sociali: 5 centri antiviolenza e 7 centri con case rifugio ad indirizzo segreto, tutti gestiti da associazioni di donne, a cui si affiancano 10 sportelli antiviolenza che svolgono principalmente attività di informazione e indirizzo verso i centri. I dati sono stati illustrati dall’assessore regionale alle Politiche sociali, Rita Visini, nel corso della presentazione, nella sede della Regione Lazio, della proposta di legge numero 33 sul ‘Riordino delle disposizioni per contrastare la violenza contro le donnè, la cui approvazione da parte del Consiglio regionale del Lazio è avvenuta nella notte di mercoledì 5 marzo. Questa prima mappatura delle strutture presenti nel Lazio che si occupano del contrasto alla violenza di genere è stata realizzata sulla base di un’indagine svolta dalla Filas (Finanziaria di sviluppo della Regione Lazio). Delle 22 strutture censite, 17 si trovano in provincia di Roma (4 centri, 5 case rifugio ed 8 sportelli); uno sportello a Frosinone, uno a Rieti, 2 case rifugio a Latina ed un centro antiviolenza a Viterbo. In totale, dunque, i posti in residenza protetta sono 57: 42 nelle 5 case di rifugio della provincia di Roma e 15 nelle 2 di Latina. A questi letti se ne aggiungono 38 disponibili presso altre strutture di accoglienza, principalmente case famiglia, e 28 presso case ad indirizzo segreto. Oltre alle 22 strutture censite, sono attivi 13 sportelli all’interno di diverse strutture sanitarie del Lazio, (11 in provincia di Roma , uno a Rieti e uno a Viterbo) e 3 sportelli di consulenza legale, uno presso il tribunale dei minori di Roma, gestito dall’associazione Differenza donna e gli altri due coordinati da associazioni di avvocati donna. I servizi per il contrasto alla violenza contro le donne verranno potenziati grazie alla legge 33, ma saranno anche estesi a tutto il territorio regionale: c’è infatti una buona copertura nella provincia di Roma, mentre la rete risulta, «insufficiente nel resto del Lazio», come ha spiegato l’assessore Visini. «Le Politiche sociali rientrano di diritto in questa materia – ha commentato ancora – perché si occupano della rete dei servizi offerti dai centri antiviolenza». Ora che la legge è stata approvata, il compito delle istituzioni, ha concluso l’assessore, sarà «fare in modo che il testo non rimanga solo carta scritta».

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