| categoria: sanità Lazio

SANITA’/Al Grassi di Ostia dati preoccupanti

L'ospedale Grassi di Ostia

“L’analisi dei dati del pronto soccorso dell’ospedale Grassi di Ostia è preoccupante per l’aggravarsi della situazione: tra il 1 e il 23 gennaio di quest’anno si sono registrati 3502 accessi, di cui 166 in codice rosso, 1039 in giallo e 2174 in quello verde. Ciò che però preoccupa sono i tempi medi di permanenza che salgono per il codice rosso da 622 (del 2013) a 835 minuti (periodo 1-23 gennaio 2014), per il giallo da 523 a 621 minuti, per il verde da 205 a 229 minuti, infine per il bianco da 284 a 328 minuti. Il presidio ospedaliero Grassi di Ostia, ubicato nel Municipio X di Roma Capitale (ex Municipio XIII), si caratterizza per un’area di ricettività ed un bacino d’utenza molto ampio, stimato in oltre 500 mila persone che durante l’estate si triplica. I dati che provengono dalla Asl Roma D sono sconcertanti e confermano l’emergenza dei pronto soccorso nella Regione Lazio”, così dichiara in una nota Fabrizio Santori, consigliere della Regione Lazio e componente della commissione Salute, che nel rendere nota la risposta della Asl sugli accessi al Pronto Soccorso del Grassi nel mese di gennaio e sui tempi medi di permanenza registrati rispetto al 2013, ha effettuato la 19ma tappa del Tour della Sanità malata presso l’Ospedale G.B. Grassi ad Ostia Lido. “Ho presentato un’interrogazione scritta sul Pronto Soccorso di Ostia al Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti ma ancora non ho ricevuto alcuna risposta. Nell’interrogazione ho richiesto quali interventi verranno in merito alle carenze strutturali e quali azioni si intendono intraprendere per risolvere le questioni sollevate. Ma da Zingaretti ancora nessuna risposta né su questo né sui risultati dell’indagine interna voluta dalla Regione Lazio in relazione alle cause che hanno portato alla morte del bimbo al Grassi di Ostia. Questo è purtroppo il modo e l’efficienza con cui la Regione affronta una richiesta di chiarimenti su un argomento così delicato”, conclude Santori.

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