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FORMIA/Al Policlinico del Golfo si arena anche il progetto pastificio

Il Policlinico del Golfo a Formia

Troppi i circa dodici miliardi di debito pubblico complessivo regionale, secondo la Corte dei Conti nel novembre passato, di cui circa 1 miliardo nella sanità, sempre nel 2013 secondo il piano sanitario regionale, per pensare alla costruzione del policlinico del Golfo. Troppi anche però per condurre in porto le intenzioni solo sussurrate di acquisire l’ex pastificio Paone. Così la Regione abbandonerà qualsiasi progetto di potenziamento sanitario nel sud-pontino, almeno sugli spazi. E lo sanno bene anche dal partito democratico di Formia dove le correnti divergenti sulla scelta di sostenere l’una o l’altra operazione sono entrambe sfociate nella resa. Già nelle settimane passate, dai circoli al Consiglio comunale, il Pd non ha trovato una linea comune nel sostenere, purché fosse una, la decisione in merito al potenziamento delle strutture sanitarie. E si capisce che alla fine, a conti fatti, in ogni caso non sarebbe possibile per la Regione e il suo governatore, Nicola Zingaretti, alcuna operazione di acquisto o costruzione, diversamente da quanto sostenuto per molto tempo in campagna elettorale specie sulla realizzazione del policlinico del Golfo. Anche in questo caso i dati economici sono schiaccianti, perché le valutazioni sulle stime di realizzazione di entrambe le operazioni si aggirano intorno ai 100 milioni di euro e quindi visto il deficit, sono impraticabili. Sta di fatto che come ultima strada si tenterà di ottenere più macchinari di elevata qualità, più personale e più servizi, senza rinunciare alla possibilità di ampliare gli spazi con ciò che si ha già a disposizione. Cioè una dettagliata ristrutturazione interna ed esterna del Dono Svizzero. A partire ovviamente dalla sospensione per il progetto di conversione del centro trasfusionale in semplice centro di raccolta ematica. Dalla quale, eventualmente, si capiranno subito le intenzioni della Regione di non smantellare ulteriormente l’offerta sanitaria ma anzi di provvedere ad un immediato adeguamento alla categoria di Dea di Primo livello della quale è investita la maggiore struttura ospedaliera del territorio, proprio il Dono Svizzero.

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