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UCRAINA/Da Ocse stop a processo adesione Russia

Angela Merkel

Mosca ha lanciato manovre militari in quattro regioni vicino alla frontiera con l’Ucraina per verificare la prontezze delle truppe al combattimento. Sono impegnate unita’ di fanteria motorizzata, paracadutisti, mezzi corazzati e di artiglieria. Non e’ stato indicato il numero dei soldati impiegati, a parte i paracadutisti: 4000 persone nella regione di Rostov, con l’uso di 36 aerei e circa 500 veicoli militari. “L’obiettivo principale e’ di verificare il coordinamento con ulteriore adempimento di compiti in una zona sconosciuta e in poligoni prima mai usati”. Intanto l’Ocse ha annunciato oggi di aver sospeso “momentaneamente” il processo di adesione della Russia e di voler rafforzare la cooperazione con l’Ucraina. “Dopo una riunione del consiglio di governance il 12 marzo l’Ocse ha rinviato le attività legate al processo di adesione della Federazione Russa, per il momento”. In una nota diffusa a Parigi, si aggiunge che il Consiglio ha “convenuto che l’Ocse debba rispondere positivamente alla richiesta dell’Ucraina di rafforzare ulteriormente la cooperazione esistente”. “Su richiesta dei membri dell’organizzazione – si legge ancora – il Segretario generale ha informato la Federazione russa”. La Russia, che coopera con l’Ocse dal 1992, ha ufficialmente chiesto di diventare membro dell’organizzazione nel 1996. I Paesi Ocse hanno approvato l’avvio di negoziati di adesione con Mosca nel 2007. Dell’Ocse, il cui obiettivo è aiutare i governi a lottare contro la povertà favorendo la crescita economica e la stabilità finanziaria, fanno parte 34 Paesi. Immediata la risposta di Mosca attraverso il vice ministro dell’economia russo Alexei Likacev. “Se per la questione ucraina verranno decise sanzioni internazionali contro la Russia – fa sapere – Mosca agirà in maniera simmetrica”. Ma Angela Merkel ribadisce che ”una soluzione militare non è una opzione. Lo dico a tutte le persone che sono in ansia e hanno paura”. La cancelliera ha ribadito che la soluzione è in una ”via diplomatica e politica. Temo – ha proseguito – che vivremo un lungo periodo con il fiato in sospeso. Ma è una sfida che dobbiamo affrontare. In gioco c’è il rispetto dei principi della Nazioni Unite.

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