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TIROMANCINO/Nuovo album scritto come un film

Tiromancino

Ci sono voluti quattro anni per far tornare alla musica Federico Zampaglione, leader indiscusso dei Tiromancino. Il risultato di questa lunga pausa, che lo ha visto affermarsi come regista, è «Indagine su un sentimento» (Sony Music), il nuovo album che uscirà il 18 marzo. «La vita è fatta di fasi, di cambiamenti, di rivoluzioni. In questi quattro anni avevo voglia di fare cose nuove, di cercare nuovi stimoli. Ci sono stati dei film, ma soprattutto tanta vita, compresa la nascita di mia figlia Linda, alla quale è dedicata una delle canzoni del disco», spiega Zampaglione, accompagnato dal fratello Francesco tornato nella band nel ruolo di produttore e chitarrista («un alchimista», preferisce definirlo Federico). Un disco, la cui lavorazione ha coinciso con un periodo difficile dal punto di vista personale. «Prima è morta nostra madre, poi anche io sono stato male e ho avuto paura di morire. Non riuscivo più a suonare, mentre lavoravo all’album pensavo che potesse essere l’ultimo. In questa fase di grossi dolori, di difficoltà, la musica era la cura». «Perchè tornare ora? Bisogna chiederlo all’ispirazione – continua l’artista romano -, non sai quando viene e quando va. A me piace fare dei dischi quando c’è qualcosa da dire. Ora era il momento giusto. Sentivo l’esigenza di raccontare questi anni». Tanto giusto, racconta, che la scrittura delle canzoni è volata via in un attimo. «Il disco è venuto di getto, non c’è stata costruzione, tutto molto istintivo. In un mese ho scritto il grosso. È come se ad un certo punto le canzoni fossero arrivate, così, dal nulla». Scritti i brani, il tutto è passato a Francesco che gli ha dato «le giuste atmosfere». L’allontanamento dalla musica «mi ha dato la possibilità di vedere il mondo della musica con un occhio più distaccato», ma l’esperienza sui set cinematografici, una passione nata girando videoclip, ha comunque lasciato il segno. «Lo definirei un disco visivo – spiega ancora Zampaglione -, concepito quasi come un film. C’è molto occhio più che orecchio. Ogni brano è una scena e il filo conduttore è l’analisi dell’amore visto da diverse angolazioni e in tutte le sue sfaccettature. Va ascoltato in questo modo, come capitoli di una stessa storia che si susseguono. Musica e cinema che si compenetrano, ma del resto l’arte non ha confini». Tempo fa, sulla sua pagina Facebook, Zampaglione aveva definito la musica «la moglie» e il cinema «l’amante», con la quale fuggire per poi tornare dalla prima. «Ormai mi sembra più un rapporto di bigamia – scherza – che un rapporto moglie-amante. Il cinema è diventato parte del mio linguaggio, parlo di suoni in termini visivi. Ma non ho mai cercato di fuggire dalla musica, non potrei. La distanza che c’è stata credo che abbia fatto bene al Federico musicista. Regie future? Vedremo. Ora la musica è tornata ad essere una priorità». Per la gioia dei fan che lo seguono sui social network. «Mi piace essere attivo e avere un contatto diretto con loro. In fondo si chiamano ‘amici’, se non riuscissi ad avere un rapporto coinvolgente chiuderei la mia pagina. Riesco anche a raccontare i miei fatti privati e se parlo di cose lavorative perdo anche un po’ di entusiasmo».

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