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MOSTRE/ Il Veronese a Londra, i fasti del Rinascimento

La sua maestria ha permesso di definire lo sfarzo del Rinascimento italiano, che diventa addirittura ‘monumentalè grazie all’ampio respiro degli sfondi architettonici scelti nei suoi dipinti. Questo e altro ancora è la straordinaria creazione di Paolo Caliari (1528-1588), in arte ‘il Veronesè, che la National Gallery di Londra, ‘tempiò della pittura mondiale, ha scelto di esaltare raccogliendo 50 opere da tutto il mondo, in una mostra dal 19 marzo al 15 giugno dal titolo ‘Il Veronese: splendore nella Venezia del Rinascimentò. È un ‘viaggiò nel genio del pittore che meglio ha rappresentato il fasto nella Venezia del XVI secolo. I suoi dipinti decoravano chiese, palazzi patrizi, ville ed edifici pubblici in tutto il Veneto, ricchissimo centro di arte e cultura. Nella mostra sono esposte alcune delle opere più rinomate dell’artista, dai ritratti alle pale d’altare, fino alle allegorie, molte in prestito dall’Italia, fra cui il ‘Martirio di San Giorgiò (1565, dalla chiesa di San Giorgio in Braida, Verona) e il ‘Matrimonio mistico di Santa Caterinà (1565-70, Gallerie dell’Accademia, Venezia). Nessuna di queste pale d’altare è stata mai esposta nel Regno Unito prima d’ora e la mostra permetterà ai visitatori di confrontarle con il dipinto dello stesso periodo di carattere profano più acclamato del Veronese, ‘La famiglia di Dario ai piedi di Alessandrò (1565-67), una delle prime grande opere acquisite dalla National Gallery provenienti dall’Europa continentale. Altro fatto eclatante dell’evento è che i dipinti saranno riuniti nell’esposizione dopo centinaia di anni. Fra questi, ‘Venere e Marte uniti da Amorè (1570-75 circa, The Metropolitan Museum of Art, New York), che in occasione di questa mostra lascia gli Stati Uniti per la prima volta dal 1910 e sarà riunito, per la prima volta dal XVIII secolo, con le ‘Quattro allegorie dell’amorè (1575 circa) della National Gallery. «Dall’abilità nel ritrarre il brillio di una perla, fino alla portata e allo splendore dei suoi sfondi architettonici: la maestria di Veronese nell’uso dei colori, dello spazio, della luce e la sua sensibilità per la bellezza, il fasto e l’eleganza catturano da sempre l’immaginario di una miriade di artisti e amanti dell’arte», ha dichiarato Nicholas Penny, direttore della National Gallery. Il Veronese, nato a Verona nel 1528, trascorse gran parte della sua vita a Venezia. Ma le sue opere arrivarono molto più lontano, influenzando pittori come Van Dyck, Rubens, Watteau, Tiepolo e Delacroix.

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