| categoria: politica

IL PUNTO/ Italia sul caso Crimea, non possiamo tornare alla cortina di ferro

Il referendum in Crimea è «illegittimo» ma «la stella polare» dell’Italia è trovare una soluzione «tenendo aperto il dialogo», perchè bisogna evitare «l’incubo» di un ritorno alla «cortina di ferro». Uno scenario «da scongiurare» in ogni modo, scandisce Matteo Renzi alla Camera parlando del vertice Ue di domani chiamato ad affrontare la crisi in Crimea. E con un occhio a lunedì. Quando volerà a L’Aja per quel G7 voluto dal presidente Barack Obama che sarà anche la sua prima occasione di incontro con l’inquilino della Casa Bianca, che poi accoglierà giovedì 27 a Roma. «Bisogna arrivare ad una soluzione che non può prescindere dal ruolo della Russia» e utilizzare «sanzioni graduali e reversibili», spiega il premier a Montecitorio prima, a palazzo Madama poi. Ribadendo una posizione, quella italiana, che fermo restando i principi non negoziabili – primo tra tutti quello dell’illegittimità del referendum in Crimea – punta a evitare a tutti i costi il ‘braccio di ferrò con Mosca. Perchè – è il ragionamento a Palazzo Chigi – quello con la Russia «è un problema strategico» e non solo per il business che riguarda l’Italia (Rosneft da poco è entrata in Pirelli, Saipem si è aggiudicata una commessa da 2 mld in South Stream, solo per citare le ultime tappe) come tutti gli altri partner. Ma anche e sopratutto perchè le relazioni con Mosca, protagonista della scena e dei principali dossier globali, sono e devono rimanere «strategiche». È la posizione con cui Renzi domani siederà alla cena dei leader Ue a Bruxelles e con cui si presenterà lunedì all’Aja. E se è vero che una riflessione sul ruolo di Mosca nel G8 c’è dopo l’annuncio della firma di Putin dell’annessione della Crimea, nei tavoli diplomatici degli sherpa che preparano i lavori si tenta ancora di giocare la carta diplomatica, quella del dialogo ribadito oggi da Renzi, che non porti a bruciarsi tutti i ponti alle spalle. A L’Aja Putin non ci sarà. Ai vertici sulla sicurezza nucleare – ‘upgradatò solo ieri da Obama anche a riunione del G7 – il presidente russo non ha mai partecipato e per Mosca sarà presente solo il ministro Serghei Lavrov. Ma le prossime ore sono cruciali. E già domani sera al vertice Ue Renzi e gli altri leader dovranno trovare una ‘quadrà. Anche in vista dell’incontro che i quattro europei che partecipano al G7 (Italia, Francia, Germania e Gb) avranno con Obama con cui – deve essere l’obiettivo – l’Europa non può perdere un’altra occasione di parlare con una ‘voce solà. L’America sta mostrando i muscoli, non solo con l’annuncio di sanzioni più incisive di quella decise da Bruxelles, ma anche con un posizione che ha chiamato in causa l’art. 5 della Nato, che impegna gli alleati al mutuo soccorso in caso di aggressione. Come apertamente detto dal vicepresidente Joe Biden, che ha denunciato la mossa russa come una «sfacciata aggressione militare», una «confisca di territorio». E l’inquilino della Casa Bianca ha definito la Russia ormai «isolata dal mondo». Parole forti, che Obama ha accompagnato alla proposta della riunione G7 dell’Aja, chiamando la cancelliera tedesca Angela Merkel per coordinare le azioni tra le due sponde dell’Atlantico.

Ti potrebbero interessare anche:

D'Alema, due chiacchiere con Renzi: un errore escluderlo
Il governo: nessun blocco di contrattazione nel settore pubblico
Legge di stabilità, a caccia di 20-22 miliardi
La sinistra Dem a Renzi: restiamo,la nostra battaglia è nel Pd
CONSULTA/ Conto alla rovescia per i giudici, Parlamento al voto martedì
FI/ Scoppia il caso Palma al Senato, ex ministro tentato dall'addio al gruppo



wordpress stat