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Renzi chiederà a Bruxelles di svincolare i fondi strutturali dal Patto di stabilità

Vasco Errani, Presidente della Conferenza delle Regioni

Il premier Matteo Renzi chiederà a Bruxelles che i fondi strutturali vengano esclusi dai vincoli posti dal Patto di stabilità. Lo ha detto il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, al termine dell’incontro a Palazzo Chigi tra governo e Regioni. “Il Governo porrà la questione a Bruxelles, come già fatto dal precedente Esecutivo, poi vedremo quale sarà l’esito”, ha aggiunto Errani, sottolineando anche che “sulle riforme costituzionali i tempi sono acceleratissimi: entro fine mese l’obiettivo è di arrivare ad un momento di sintesi”. All’incontro, così come al successivo con l’Anci, guidato da Piero Fassino, oltre al premier presenti il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano Delrio, il ministro per gli Affari Regionali Carmela Lanzetta e il ministro per le Riforme Maria Elena Boschi. “Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi – ha comunicato al termine degli incontri una nota di Palazzo Chigi – ha chiesto alla Conferenza delle Regioni, guidata dal Presidente Vasco Errani, tempi certi e un contributo da protagonisti nel processo di trasformazione del Senato e sulla riforma del titolo V”. Nella nota si precisa che “la settimana prossima il Governo intende chiudere il testo della riforma” del Senato e del titolo V “comprensivo delle proposte positive che arriveranno dalle Regioni”. Renzi ha chiesto anche all’Anci e ai sindaci che hanno preso parte all’incontro sulla riforma del Titolo V e del Senato un coinvolgimento in prima persona nel processo di trasformazione delle istituzioni. Il contributo normativo, spiega la nota di Palazzo Chigi, sarà valorizzato nel testo della riforma. Il premier è atteso a Bruxelles nel pomeriggio per il vertice Ue, che ancora una volta sarà dominato dalla crisi in Ucraina. Renzi arriverà nella capitale belga in tarda mattinata per recarsi subito al pre-vertice dei capi di Stato e di governo appartenenti alla famiglia socialista del Pse. Per le 14.30 è previsto poi un incontro bilaterale con il presidente della Commissione Ue Josè Manuel Barroso nella sede dell’esecutivo europeo. Successivamente Renzi si sposterà al Justus Lipsius, dove a metà pomeriggio prenderanno il via i lavori della prima giornata del Consiglio Europeo con una discussione dedicata al semestre Ue, cioè all’adozione formale delle raccomandazioni rivolte dalla Commissione ai singoli Paesi in vista della stesura dei documenti programmatici (Def) per il 2015. Il Consiglio dovrebbe anche sbloccare l’intesa per lo scambio dei dati nazionali nel quadro della lotta all’evasione fiscale. E darà sicuramente il benvenuto all’accordo trovato in extremis tra Parlamento, Commissione e Consiglio per completare il quadro normativo che consentirà di dare vita all’Unione bancaria europea. Successivamente i leader dei 28 Paesi Ue affronteranno la crisi ucraina. Sul tavolo ci saranno le ipotesi di nuove sanzioni e l’annullamento del vertice bilaterale Ue-Russia previsto per giugno; o quanto meno la sospensione dei lavori preparatori.

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