| categoria: Roma e Lazio

Marino-Alice denuncia, caldarrostai e camion-bar pagano 3 euro al giorno per il suolo pubblico

IL sindaco Marino come Alice nel paese delle meraviglie scopre quello che i romani denunciano da sempre. Altro che richiami retorici al decoro. Quello che i turisti vedono è imbarazzante. Ora lo vede anche Marino. Complimenti. Il sindaco non dice che il rappresentante della famiglia che gestisce questi attentati al decoro siede in consiglio comunale. “Noi non vogliamo mettere nuove tasse ma vi sembra normale che chi vende le caldarroste a Roma paghi come tassa di occupazione di suolo pubblico tre euro al giorno quando un sacchetto di caldarroste ne costa quattro euro? Vi sembra normale che un camion bar che guadagna due-tremila euro al giorno paghi tre euro al giorno di occupazione di suolo pubblico? Penso che qualche correttivo vada inserito e certamente lo vogliamo inserire”. Parla il sindaco Marino alla Camera davanti alle commissioni riunite di Bilancio e Finanze che discutono il decreto ‘Salva Roma’ e nel suo lungo discorso sullo “stato” della capitale parte da un piccolo grande esempio di assurdità capitali, ben noto a romani e turisti soprattutto per i prezzi esorbitanti poi praticati dai caldarrostai nei punti più affollati e centrali del centro storico. Marino non sa che le leggi e i provvedimenti già ci sono, e che lui dovrebbe farle applicare. Per l’elaborazione e la consegna del piano triennale di rientro, previsto dal decreto enti locali, “90 giorni sono sufficienti. Certo se fossero 120 sarebbe meglio ma questo decidetelo voi” ha spiegato Marino. “Io accetto la sfida che voi ci imporrete – aggiunge – e accetto anche l’invito a tornare qui ogni volta che sarà richiesto”. “Lo Stato dia fondi a Roma per il ruolo di Capitale”: “Non è corretto che tali oneri, che stiamo quantificando secondo criteri oggettivi in alcune centinaia di milioni, siano posti a carico esclusivamente del bilancio di Roma e dunque della tassazione sui romani”, ha affermato Marino, parlando di “oneri, invece, che devono essere coperti dalla fiscalità generale con modalità certe e stabili nel tempo: non certo con ulteriori misure ad hoc che, oltre a non consentire un’adeguata programmazione degli interventi, ingenerano oltretutto il sentimento, da parte del resto d’Italia, di un indebito trasferimento di risorse per far fronte a inefficienze gestionali e sprechi di risorse pubbliche”. Insomma, “anche lo Stato, siamo certi, vorrà fare la propria parte riconoscendo un trasferimento stabile di risorse commisurato ai costi aggiuntivi quantificati secondo costi standard”, ha concluso il sindaco, augurandosi “che le risorse previste in favore di Roma Capitale con il decreto-legge, oltre a essere iscrivibili a bilancio, possano effettivamente essere spese superando gli attuali vincoli imposti dal Patto di Stabilità”.

” “La Tarsu non è mai stata pagata da oltre 200 sedi diplomatiche, inclusi paesi estremamente benestanti, penso ad Emirati Arabi Uniti, Kuwait” rileva Marino, che aggiunge, “questo almeno fino al mio insediamento, e anche a causa di ciò il peso economico sui cittadini romani è fortissimo, secondo in Italia solo a quello di Napoli”. “Nessun conflitto con i vertici Acea ma l’azienda collabori”: “Io ho zero conflitti con management acea ma con loro ho una questione aperta”. “Per chiudere la ferita della discarica di Malagrotta devo trovare una soluzione temporanea e devo mandare fuori della città una parte del milione e 8 mila tonnellate di rifiuti che Roma produce ogni anno, circa 5000 tonnellate al giorno ma l’Acea non collabora”. E Marino aggiunge: “Faccio una gara” per attivare una collaborazione tra ama e acea e “perchè voglio spostare verso alcuni inceneritori di acea che non partecipa alla gara” e non collabora con ama nell’interesse pubblico e io sono costretto smaltire parte di questi rifiuti a Brescia”. La chiusura di Malagrotta, ha anche osservato Marino, riapre la possibilità per Roma di accedere ai finanziamenti Ue, in passato preclusa dal fatto di essere sopposta a una procedura di infrazione”.
Ancora, sul tema rifiuti, “nel decreto legge in esame non è più prevista la disposizione, contenuta nel precedente decreto poi decaduto, che destinava 28,5 milioni di euro nel triennio 2013-2015 per il potenziamento della raccolta differenziata”. Ricordando che le risorse erano state stanziate ”in attuazione di uno specifico protocollo tra Ministero dell’Ambiente, Regione Lazio, Provincia e Roma Capitale”, Marino ha sottolineato che si tratta di ”soldi resi già disponibili da parte del Ministero dell’Ambiente che ci hanno consentito di portare la raccolta differenziata dal 22% al 40%: questo è stato possibile grazie all’utilizzo di quei fondi che ci erano stati attribuiti con il precedente decreto poi decaduto”.”Ciò, al fine di dare attuazione – spiega Marino – ad uno specifico protocollo fra Ministero dell’Ambiente, Regione, Provincia, Roma Capitale e Gestione Commissariale per l’emergenza rifiuti, che, all’articolo 4 comma 2, prevede l’impegno del Ministero di assicurare un contributo annuo pari a 10 milioni di euro per la raccolta differenziata”.
. Per il trasporto pubblico invece “in bilancio per quest’anno riceveremo 140 milioni di trasferimenti dallo Stato alla Regione e poi al Comune – ha detto il sindaco di Roma – Ma sapete quanto costa far spostare metro e bus ogni mattina? Costa 550 milioni di euro l’anno”.

Una fonte di incasso invece per Marino verrà dalla vendita degli immobili dismessi. “Il buco certificato per Roma capitale è di 816milioni di euro. Non lo dico io ma la Guardia di Finanza. Per risolvere la situazione io non ho voluto aumentare le tasse, non ho voluto che ci fossero ulteriori risorse da parte dello Stato perché ritengo che Roma debba farcela da sola però alcune questioni vanno affrontate. Dove reperire i fondi senza aumentare tasse? Abbiamo già iniziato a fare dismissioni immobiliari importanti come quelle in via Guido reni dove utilizzeremo le caserme a scopi sociali e per la città della Scienza. Abbiamo molti immobili, ci stiamo occupando di dare una serie di stabili alle Forze dell’Ordine perché solo la Polizia di stato spende 70mln di affitti e allora perché non dargli noi i locali così i soldi possono essere reinvestiti sulla sicurezza? Siamo all’80% del censimento del nostro patrimonio immobiliare, circa 600 immobili pronti ad essere dismessi. Questa mattina incontrerò alcune delle società immobiliari e da queste dismissioni vorrei ricavare almeno 280mlm di euro”.

“Roma – ha aggiunto Marino – aveva un parco macchine immenso, ne abbiamo dismesso il 30 per cento, tre macchine pregiate a disposizione del sindaco le abbiamo vendute, per quel parco macchine Roma pagavamo un milione di euro l’anno di affitto in garage”.
“. Quanto all’annuncio del M5s di una richiesta di una commissione parlamentare d’inchiesta sui conti del Campidoglio, il sindaco replica: “Firmo anche io la petizione per una commissione d’inchiesta sulle gestioni passate” del Comune di Roma. “Noi ci siamo costituiti parte civile in ogni situazione”, ha aggiunto, assicurando che “manderò al procuratore della Repubblica tutti gli atti in ogni circostanza nella quale avrò il sospetto che qualcosa che non vada e che meriti la sua attenzione”.

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