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IL PUNTO/Mosca espugna le ultime basi ucraine in Crimea

In Crimea le bandiere ucraine vengono ammainate ad una ad una e man mano sostituite dal tricolore russo. I soldati di Mosca e i paramilitari al loro fianco stanno espugnando come previsto le ultime basi militari rimaste fedeli a Kiev. Oggi è toccato ad altre due. Una è l’importante base aerea di Belbek, vicina a Sebastopoli, assaltata nel pomeriggio da uomini armati e mezzi blindati dopo un ultimatum lasciato scadere. Il ministero della Difesa russo sostiene che ben 147 strutture militari ucraine sono cadute sotto il controllo di Mosca, così come 54 unità navali delle 67 che Kiev aveva in Crimea, compresi un sottomarino e otto navi da guerra. Chi è sul posto racconta che i soldati ucraini laggiù si sentono abbandonati dai comandi centrali. L’atmosfera che si respira è di inevitabile disfatta, quasi da 8 settembre. Ma tra Russia e Ucraina si combatte anche una guerra mediatica: il ministero della Difesa di Kiev assicura che i soldati ucraini che torneranno dalla Crimea occupata saranno accolti come «veri eroi» e non come disertori, quello di Mosca ribatte che finora poco meno di 2.000 militari ucraini su 18.000 hanno espresso la volontà di abbandonare la penisola sul Mar Nero. Difficile stabilire la verità, perchè la propaganda è all’opera sia da un lato che dall’altro, ma il Cremlino ha aperto le porte del proprio esercito ai soldati ucraini che vogliono passare sotto il vessillo di Mosca consentendo loro di mantenere il grado, e visto che i militari russi sono pagati molto meglio di quelli di Kiev, le defezioni non sono mancate. Lo stesso direttore del centro ucraino di ricerca politico-militare Dmitri Timchuk ha detto che 400 soldati della 36a brigata di stanza a Perevalne hanno firmato per passare nelle forze armate russe. D’altro canto, però, se i pro-Mosca – militari e non – sono costretti a ricorrere alla forza per impadronirsi degli ultimi bastioni rimasti fedeli a Kiev, vuol dire che non sono nemmeno pochi i militari ucraini che hanno tentato di mantener fede al loro giuramento. La base aerea di Belbek è stata presa d’assalto dai russi nel pomeriggio, dopo che gli ucraini si erano rifiutati di arrendersi. Due mezzi blindati hanno fatto irruzione nella struttura militare buttando giù il cancello d’ingresso della base seguiti da militari di Mosca che avanzavano sparando in aria, e almeno una persona è rimasta ferita. Centinaia di filorussi non armati hanno invece assaltato un’altra base aerea nell’ovest della penisola: i militari ucraini si sono barricati all’interno del comando lanciando fumogeni dai tetti, ma non sono riusciti a fermare l’attacco. Le forze armate ucraine in Crimea, insomma, si dissolvono: anche il sommergibile Zaporizhia si è consegnato e ha cambiato bandiera: circondato dalle navi della Flotta del Mar Nero di Mosca in una baia vicino al porto di Sebastopoli, non ha potuto far altro che cedere di fronte a forze molto più numerose. E non è l’unico vascello ucraino di stanza in Crimea passato ai russi: almeno altre tre navi da guerra di Kiev sono state abbordate da militari russi negli ultimi giorni.

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