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Lupi a Venezia: Mose e grandi navi, nodi che si scioglieranno

Il passaggio delle grandi navi da crociera a Venezia e la difesa della città dalle acque alte attraverso il Mose: sono i due grandi temi per il futuro della città lagunare affrontati dal ministro dei trasporti e delle infrastrutture Maurizio Lupi nella sua due giorni in Veneto, coincisa con la visita al ‘baby Mosè e ai cantieri del Mose alla bocca di porto di Chioggia. Il percorso del completamento dei lavori del sistema che dovrà difendere la città dalle acque alte segna oggi un nuovo punto di arrivo, con l’ultima fase dei lavori alla bocca di porto di Chioggia che prevedono l’allargamento della ‘turà, il bacino lato mare finora utilizzato per la fabbricazione dei cassoni sui quali alloggeranno le paratie mobili. L’ampliamento, che durerà 20 giorni, consentirà il galleggiamento dei cassoni e il loro traino in mare fino al punto stabilito nel canale della bocca di Chioggia. Per Lupi, accompagnato dal presidente della Regione Veneto Luca Zaia e dal sindaco di Venezia Giorgio Orsoni, la visita ai cantieri è stata l’occasione per un confronto sui benefici, già tangibili, del ‘baby Mosè, il sistema integrato di paratoie gemelle collocato nel centro storico di Chioggia e attivato per isolare il canal Vena dalla laguna. Una realizzazione che quest’anno ha permesso di preservare la cittadina da 13 alte maree che avrebbero creato gravi danni e disagi. Ora lo sguardo è all’obiettivo finale, quello del Mose, che sarà consegnato, nelle previsioni, nel 2016. «È evidente – si premura di spiegare Mauro Fabris, presidente del Consorzio Venezia Nuova, in riferimento al traguardo temporale – che alcuni interventi finali restano condizionati ai temi delle necessarie procedure di gara che, come è noto, non permettono una perfetta programmazione». Sicuramente rispettati, garantisce Fabris, i costi ( 5.493 mln di euro) che erano stati previsti nel 2005. Mancano all’appello, conferma peraltro Lupi, 226 mln di euro (legati in larga parte alle strutture complementari) che serviranno per concludere l’opera. Tutta da giocare, invece, la partita legata alla gestione del Mose, per la quale il governo intende anticipare la discussione già quest’anno. Sul fronte dei grattacieli del mare che solcano la laguna di Venezia il governo, garantisce il ministro, non ha intenzione di invertire la rotta dopo il pronunciamento del Tar del Veneto, seguendo la duplice linea della difesa ambientale e degli interessi economici legati al crocierismo. I sette progetti alternativi al passaggio davanti a San Marco saranno sottoposti alla valutazione di impatto ambientale e tra 90 giorni il prescelto seguirà la strada della legge-obiettivo per diventare realtà nel 2016.«La cosa che a noi interessa – ripete Orsoni – è che si facccia in fretta, evitando inutili polemiche. Tutela della città e portualità devono andare assieme, sono priorità assolute». Lo stesso concetto ribadito da Zaia. «Abbiamo firmato l’accordo sul decreto Clini-Passera – ricorda – e per noi restano prioritari l’uscita delle grandi navi dalla laguna ma anche il mantenimento del mercato crocieristico».

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