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Pd, arriva la tessera digitale, nuova segreteria venerdì

Nell’epoca della politica digitale cambiano anche i simboli più inossidabili: la tessera, da decenni simbolo supremo e un pò retrò dell’appartenenza al partito, si trasforma. Quella del Pd diventerà, dalla campagna di tesseramento dal 25 aprile, come ha annunciato oggi il sottosegretario ed ex responsabile Organizzazione Pd Luca Lotti, la credenziale di accesso ad un grande social-political network. Venerdì, invece, Matteo Renzi annuncerà in direzione la nuova segreteria, dove siederà anche la minoranza mentre alla guida, a quanto si apprende, sarebbe in pole il ticket Lorenzo Guerini-Debora Serracchiani. Il premier e segretario Pd ha messo oggi la testa sul restyling della segreteria, dimezzata per l’ingresso di alcuni esponenti al governo. Renzi punta a persone competenti con un occhio alla pax interna, coinvolgendo le minoranze. I giovani turchi, a quanto si apprende, entreranno così come alcuni esponenti dalemiani mentre i bersaniani dovrebbero restare all’opposizione. Il nodo principale, che il leader Pd dovrebbe sciogliere in questi giorni, è chi terrà le redini del partito, assodato che Renzi resta segretario. La coppia Lorenzo Guerini alla «macchina» e Debora Serracchiani speaker piace a Renzi ma alcune aree del Pd vorrebbero una presenza più fissa visto che Serracchiani trascorrerà gran parte del tempo in Friuli in quanto governatrice. In attesa della nuova squadra, a Bologna, per un’iniziativa sulle nuove forme di partecipazione, Lotti ha infatti anticipato l’upgrade della tessera di partito, che esce dall’era analogica ed entra in quella digitale. Anche con un cambio fisico: non sarà più di carta, ma di plastica, come un bancomat o una carta fedeltà. Il Pd lancerà la propria community: uno spazio dove gli iscritti potranno fare proposte, discutere ed anche litigare. Un pò quello che succedeva, insomma, nelle vecchie sezioni di partito. Nei prossimi giorni saranno definiti il nome di questo nuovo spazio di dibattito e le modalità organizzative. Dal team di Renzi arriva anche un’aperta sfida a Beppe Grillo, una comunità politica più orizzontale rispetto ad un blog spesso accusato di eccessivo verticismo. «Non vogliamo fare come Grillo – ha detto Lotti – anzi esattamente il contrario, noi faremo discutere i nostri iscritti, che potranno dire la loro su temi come il jobs act. Non si tratta di un’iniziativa per imitarlo, anzi per sfidarlo». Gli iscritti al Pd avranno, insieme alla tessera, user name e password per accedere alla loro comunità virtuale. Le discussioni digitali, però, non devono sostituire quelle reali e la presenza fisica del partito sul territorio. «Gli oltre 4000 circoli, e i loro segretari – ha detto – devono essere il punto di partenza. L’obiettivo deve essere riportare i cittadini a parlare di politica e mettere i circoli al centro di questa discussione. Devono essere le sentinelle del governo: non schiacciati sulle posizioni del premier, che è anche segretario del partito, ma orgogliosi del lavoro che questo governo sta facendo».

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