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La Juve non si ferma, a Catania decide Tevez

Ci pensa l’Apache. Carlitos Tevez si riprende la vetta della classifica cannonieri, seppur in coabitazione con Immobile, ed evita alla Juventus una sbandata del testacoda con il Catania. I bianconeri disinnescano le insidie dell’incrocio con un avversario che, seppur ultimo in graduatoria, dimostra di non essere ancora rassegnato alla retrocessione. In una partita nervosa, retaggio di precedenti non esattamente tranquilli (la vittoria dello scorso campionato con il gol regolare annullato a Bergessio e quello irregolare convalidato a Vidal, il brutto infortunio rimediato all’andata dallo stesso Bergessio, per una dura entrata di Chiellini), la capolista dimostra di saper gestire con perizia lo stress fisico e mentale dovuto agli impegni ravvicinati mantenendo inalterato il vantaggio sulla Roma, compiendo un altro passo avanti verso il fantascientifico traguardo di quota cento punti. Curiosa la concomitante espulsione, al 27′, dei due allenatori, decretata dall’arbitro Damato, per proteste. Per contenere la corazzata che si trova davanti, il Catania sceglie un modulo speculare a quello degli avversari. Maran promuove Gyomber tra i titolari, ripesca Monzon come cursore di sinistra, allarga Izco sulla fascia opposta e inserisce Plasil in mediana. Nessuna marcatura a uomo su Pirlo, che resta il motore della manovra bianconera e anche il più lucido dei suoi in un centrocampo in cui Padoin fa rimpiangere Pogba e Marchisio e Vidal non è nella serata migliore. In campo sono subito scintille: quattro ammoniti nel quarto d’ora iniziale e i due allenatori allontanati dal campo per proteste da Damato non senza eccesso di zelo. I rossoazzurri la buttano sull’agonismo e nel primo tempo concedono agli avversari solo due opportunità per sbloccare il risultato: la prima è una punizione dal limite di Pirlo che s’abbassa con un attimo di ritardo finendo sul fondo; la seconda la spreca con superficialità Osvaldo, autore di un estemporaneo colpo di tacco su assist del solito Pirlo. La partita di sblocca nella ripresa, quando una rovesciata alta di Osvaldo dopo un duetto Pirlo-Lichtsteiner, fa da prologo alla rete juventina. È lo stesso Osvaldo a vincere un duello aereo con Bellusci e Gyomber offrendo una sponda aerea all’accorrente Tevez, che brucia Rolin sullo scatto e poi anche Andujar, inefficace nell’opposizione al diagonale dell’argentino. Il Catania, che non riuscirà mai a impegnare Storari nell’arco dei 90′, si rende pericoloso con una combinazione Barientos-Bergessio conclusa da un tocco largo del centravanti, ma vede compromessi i propositi di risalita dall’espulsione di Bergessio, protagonista di una lunga serie di duri contatti con Chiellini, retaggio della sfida d’andata, e infine espulso da Damato in seguito a un contatto in area. I rossoazzurri, che intanto avevano cambiato modulo passando al 4-3-3 con l’innesto di Leto per Bellusci, concendono inevitabilmente di più alla Juventus, che non riesce a chiudere la gara nonostante i tentativi di Pirlo (punizione deviata in angolo da Andujar), Vidal (girata alta a centro area) e Tevez (tiro a lato a tu per tu con Andujar dopo avere soffiato palla a Gyomber). Nel finale gli etnei mandano persino Andujar in attacco su un calcio piazzato, ma il suo collega Storari resta spettatore vedendo Lichtsteiner fallire il pallonetto sulla ripartenza a porta sguarnita. Ma alla Juventus può bastare così.

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