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Milano-Sanremo, Nibali ci prova, vince l’outsider Kristoff

Vincenzo Nibali ci ha provato ma la classicissima di Primavera va a un outsider, il norvegese Alexander Kristoff che si aggiudica un’autunnale Milano-Sanremo caratterizzata da pioggia e freddo per tutti e 294 km. Il corridore della Katusha succede nell’albo d’oro al tedesco Gerald Ciolek (arrivato 9/o davanti al grande favorito, lo slovacco Sagan), imponendosi in volata sullo svizzero Fabian Cancellara, su un tracciato riedizione di quello del 2007 (allora trionfò lo spagnolo Freire) vista la cancellazione della Manie ed il mancato inserimento della nuova ascesa della Pompeiana, tra Cipressa e Poggio. I trecento chilometri sotto l’acqua in poco meno di 7 ore si sono alla fine risolti con la volatona che ha premiato l’outsider norvegese classe ’87 e rimandato per l’ennesima volta Fabian Cancellara e Peter Sagan, ancora una volta a secco nella classica delle classiche, con il meteo e gli organizzatori che hanno cancellato chi la primavera, chi la salita delle Marie (sopra Spotorno) e la nuova ascesa della Pompeiana, tra Cipressa e Poggio. Il sole degli ultimi giorni è un ricordo per i 200 corridori al via, con il termometro tornato di nuovo ai livelli invernali, ma lo scherzo del meteo non spaventa i corridori che iniziano da subito la bagarre: pronti via e in sette vanno in fuga, arrivando a guadagnare oltre 10 minuti di vantaggio. Poi è il turno del grande favorito, Peter Sagan, che si fa vedere solo per un guasto meccanico (ma rientra subito in gruppo). All’ uscita da Savona il distacco tra la testa e il gruppo comincia ad asciugarsi (7′) e dei sette fuggitivi via via rimangono solo Bono (Bardiani), Tjallingii (Belkin), Barta (NetApp) e Demaar (Unitedhealthcare), mentre si avvicina al momento decisivo della corsa, con il freddo e la pioggia che continuano a mietere vittime. All’attacco del Berta il vantaggio dei quattro di testa scende a 4’50«, mentre dietro cominciano le grandi manovre in vista delle salite cruciali: Cipressa e Poggio. Tante le maglie della Katusha e della Cannondale in testa al gruppo ma la scossa alla corsa la dà Vincenzo Nibali con uno scatto imperioso a 20 km dall’arrivo. Il siciliano prova a fare il vuoto e in pochi km guadagna circa 30» e agguanta i fuggitivi davanti. All’attacco del Poggio Nibali ha solo 20 di vantaggio da difendere sugli inseguitori, con Cancellara, Sagan e Greipel a tirare. L’azzurro prova ad allungare ancora, ma ormai gli avversari sono alle sue spalle e per Nibali è ormai chiaro che il tentativo è andato a vuoto. Subito dopo tocca a Enrico Battaglin e Grègory Rast provare a sorprendere i favoriti. A 7 km dall’arrivo iniziano le accelerazioni e i due fuggitivi vengono ripresi, scatta Paolini, ma la stanchezza non permette a nessuno di mettere a segno lo strappo decisivo. Scollinato il Poggio i big sono tutti lì davanti appassionatamente con Modolo, Gilbert e Cancellara a guidare le danze. L’ultimo chilometro è il più concitato, con Cancellara e Sagan tra i primi lì davanti. Lo sprint parte da lontano, con una caduta che spezza il gruppo. Il primo a partire è Gilbert, ma è il norvegese Kristoff a tagliare per primo il traguardo: «Questa è la più grande vittoria che potessi immaginare. È la vittoria che salva la mia carriera», le parole dell’esterrefatto norvegese, mentre Cancellara riconosce sportivamente la sconfitta: per lui si tratta del terzo secondo posto della carriera alla Sanremo («Oggi non ho fatto un errore e quindi sportivamente sono contento. Però il secondo è il primo che ha perso»). Primo degli italiani, a secco nella Sanremo dal 2006 (Filippo Pozzato), Sonny Colbrelli.

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