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Primarie del Pd a Firenze: timida affluenza, Nardella in pole

Una competizione senza troppo appeal, con uno dei candidati, Dario Nardella, ritenuto fin da subito superfavorito – e anche dai primi seggi scrutinati è in vantaggio secondo quanto riferisce il Pd -, con una campagna elettorale brevissima e, come se non bastasse, con le urne aperte in una giornata in gran parte piovosa. Insomma, i presupposti per una scarsa affluenza alle primarie Pd per la scelta del candidato sindaco a Firenze, c’erano tutti. Non ci sono state le code ai seggi, aperti dalle 8 alle 20. Alle 17 i votanti erano 9.300. In base ai dati dei primi seggi scrutinati il partito fiorentino ritiene che il numero finale dei votanti dovrebbe superare i 10.000. Proprio ieri, Nardella aveva detto che sarebbe «una delusione» non raggiungere quota 13 mila, quella raggiunta alle primarie del dicembre 2012 per la scelta dei parlamentari. Nel febbraio del 2009, quando Renzi vinse le primarie del centrosinistra per il candidato sindaco di Firenze, alle urne andarono più di 37.000 persone. Stavolta, a contendersi la poltrona lasciata libera in Palazzo Vecchio dal rottamatore, oltre al renziano doc Dario Nardella, 38 anni, c’erano il civatiano Iacopo Ghelli, 50, e Alessandro Lo Presti, 50 (ex area Marino). Lo scorso fine settimana, facendo visita al comitato elettorale di Nardella, il premier aveva detto che oggi sarebbe tornato a Firenze per votare. La sua presenza al seggio sarebbe stata uno spot per il ‘suò candidato e, soprattutto, avrebbe avuto un importante effetto richiamo per l’affluenza. Una serie di questioni ‘tecnichè ha però imposto un cambio di programma: «Renzi non verrà a Firenze a votare alle primarie», ha spiegato stamani Nardella, perchè «è iscritto a un circolo del Pd a Firenze ma è residente a Pontassieve». Anche Lo Presti non ha votato: è residente a Reggello, non a Firenze. In questa competizione, Nardella è stato sempre considerato il grande favorito. Da sindaco di Firenze, Renzi lo aveva voluto come suo vice e quando il rottamatore è stato nominato premier lo ha ‘richiamatò da Roma – Nardella era diventato parlamentare – per farsi sostituire in Palazzo Vecchio, di nuovo nella veste di vicesindaco, fino alla scadenza naturale del mandato. Nonostante una campagna elettorale lampo – è iniziata ufficialmente a inizio marzo, pochi giorni dopo la nomina di Renzi a premier – uno degli obiettivi delle primarie fiorentine era anche quello di garantire un’investitura popolare al candidato Pd chiamato a succedere Renzi. «Non sarò il clone, la bella o la brutta copia di Matteo Renzi – ha ribadito stamani Nardella – Non ho bisogno di gareggiare con Renzi. Dovrò soltanto assicurare ai fiorentini una guida forte e autorevole perchè Firenze oggi è diventata, di fatto, una capitale politica del Paese». Intanto si ‘scaldanò gli altri sfidanti. Finora, fra i nomi circolati ci sono quelli di Marco Stella per Forza Italia, di Achille Totaro per ‘Alleanza per Firenzè, di Miriam Amato per il M5s, di Cristina Scaletti e Paolo Manneschi per due liste civiche.

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