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Primarie Pd a Firenze, Nardella a 83% ma affluenza bassa

Tutto come previsto. Con l’83% dei voti, il renziano Dario Nardella ha vinto le primarie del Pd per la scelta del successore di Matteo Renzi alla guida di Firenze. Staccati di molto i due concorrenti: il 9% al civatiano Iacopo Ghelli e L’8% ad Alessandro Lo Presti, area ex Marino. Nardella è stato fin da subito strafavorito. Anche per questo, l’unica vera incognita – o meglio, timore – del Pd era quello della scarsa affluenza alle urne. Il pericolo non è stato del tutto evitato: i fiorentini che hanno votato sono stati 11.500. Proprio ieri, Nardella aveva detto che sarebbe stata «una delusione» non raggiungere la soglia dei 13 mila votanti, tanti quanti andarono alle urne nel dicembre 2012 per la scelta dei parlamentari. Nel febbraio del 2009, quando Renzi vinse le primarie del centrosinistra per la scelta del candidato sindaco di Firenze, alle urne andarono più di 37.000 persone. Anche per l’affluenza, però, Nardella, non ha mostrato delusione: «Abbiamo stravinto e l’affluenza è stata buona», ha detto. Il primo a chiamarlo è stato il premier Matteo Renzi: «Mi ha fatto i complimenti – ha detto Nardella – Mi ha detto che questo risultato non se lo aspettava neanche lui, anche dal punto di vista della partecipazione». I due ‘sfidantì hanno riconosciuto «la vittoria netta e piena di Nardella», ha commentato Lo Presti. I presupposti per una scarsa affluenza alle urne c’erano tutti. Una competizione senza troppo appeal, con uno dei candidati, Nardella, ritenuto fin da subito superfavorito, con una campagna elettorale brevissima e, come se non bastasse, con le urne aperte in una giornata in gran parte piovosa. Non ci sono state le code ai seggi. Lo scorso fine settimana, facendo visita al comitato elettorale di Nardella, il premier aveva detto che oggi sarebbe tornato a Firenze per votare. La sua presenza al seggio sarebbe stata uno spot per il ‘suò candidato e, soprattutto, avrebbe avuto un importante effetto richiamo per l’affluenza. Una serie di questioni ‘tecnichè ha però imposto un cambio di programma: «Renzi non verrà a Firenze a votare alle primarie», ha spiegato stamani Nardella, perchè «è iscritto a un circolo del Pd a Firenze ma è residente a Pontassieve». In questa competizione, Nardella è stato sempre considerato il grande favorito. Da sindaco di Firenze, Renzi lo aveva voluto come suo vice e quando il rottamatore è stato nominato premier lo ha ‘richiamatò da Roma – Nardella era diventato parlamentare – per farsi sostituire in Palazzo Vecchio, di nuovo nella veste di vicesindaco, fino alla scadenza naturale del mandato. Nonostante una campagna elettorale lampo – è iniziata ufficialmente a inizio marzo, pochi giorni dopo la nomina di Renzi a premier – uno degli obiettivi delle primarie fiorentine era anche quello di garantire un’investitura popolare al candidato Pd chiamato a succedere Renzi. «Non sarò il clone, la bella o la brutta copia di Matteo Renzi – ha ribadito stamani Nardella – Non ho bisogno di gareggiare con Renzi. Dovrò soltanto assicurare ai fiorentini una guida forte e autorevole perchè Firenze oggi è diventata, di fatto, una capitale politica del Paese». Intanto si ‘scaldanò gli altri sfidanti. Finora, fra i nomi circolati ci sono quelli di Marco Stella per Forza Italia, di Achille Totaro per ‘Alleanza per Firenzè, di Miriam Amato per il M5s, di Cristina Scaletti e Paolo Manneschi per due liste civiche.

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