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Le Regioni premono, accelerare il superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari. Sono ancora sei

«Sia il legislatore a fissare la proroga dei termini per la chiusura degli Opg, l’importante è che non si fermino ed anzi si accelerino le procedure per l’affidamento l’espletamento dei lavori per la costruzione delle strutture alternative, le residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza, Rems, con termini realistici e scadenze che possano davvero essere rispettate». A sostenerlo nel corso delle seconda audizione sull’argomento presso la commissione Igiene e sanità del Senato è stato l’assessore Carlo Lusenti (Regione Emilia-Romagna), intervenuto insieme all’assessore, Lucia Borsellino (Regione Siciliana) in rappresentanza della Conferenza delle Regioni. «Le Regioni sono impegnate in questa fase nella presa in carico e nei percorsi di cura personalizzati, ma – spiega ancora Lusenti – occorrono anche impegni che devono essere assunti da tutti gli attori coinvolti (regioni, ministeri della Salute e della Giustizia, magistratura giudicante e di sorveglianza) perchè come è noto infatti, l’accesso e le dimissioni dalle future Rems restano in capo a decisioni della magistratura e a procedure avviate dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria». «E per completare in tempo la costruzione o la ristrutturazione di edifici da destinare a Rems – ha concluso Lusenti – uno strumento particolarmente utile, secondo le Regioni, sarebbe rappresentato dalla possibilità di deroghe alla normativa sugli appalti magari prevedendo per i presidenti delle Regioni poteri commissariali in analogia a quanto si verifica in occasione di eventi emergenziali, ad esempio il terremoto». In base ai dati delle Regioni, attualmente sono attivi sul territorio nazionale 6 Opg, situati rispettivamente in Lombardia (anche per Val d’Aosta e Piemonte), Emilia-Romagna (anche per le Province di Trento e Bolzano, Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Marche), Toscana (anche per Sardegna, Liguria, Umbria), Campania (due strutture, anche per Lazio, Abruzzo, Molise), Sicilia (anche per Puglia, Basilicata, Calabria). Le Regioni erano tenute a presentare al ministero della salute un programma complessivo per la realizzazione delle Rems e per l’implementazione di percorsi riabilitativi e di alternativa agli Opg e alle stesse Rems, entro maggio 2013. Il programma è stato presentato da tutte le Regioni. Per alcune Regioni il programma è stato approvato formalmente (le prime hanno ricevuto il decreto di approvazione a fine novembre 2013); per altre sono stati richiesti chiarimenti e l’approvazione è giunta più tardivamente. Per le Regioni Veneto e Friuli-Venezia Giulia è in corso una riformulazione del progetto. Le Regioni sottolineano che, come previsto dalla legge, alcune Regioni di piccole dimensioni hanno definito accordi di programma con altre Regioni (Valle d’Aosta-Lombardia; Umbria-Toscana; Molise-Abruzzo). Dal 2008, anno del passaggio di competenze della sanità penitenziaria dal Ministero della Giustizia al Ssn, le Regioni assieme ai competenti ministeri hanno intrapreso un percorso che ha consentito di implementare in modo sostanziale le dimissioni delle persone presenti in Opg. Si è infatti passati da 286 dimissioni nel 2008 a 418 nel 2012 (il dato non comprende Sardegna, Province di Trento e Bolzano, Valle d’Aosta, Friuli-Venezia Giulia). Secondo i governatori, «la chiusura degli opg diverrà definitiva solo quando tutte le Regioni e Province autonome abbiano pronta la struttura. I tempi vanno quindi calcolati avendo a riferimento l’ultima Regione e non la prima».

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