| categoria: sanità

Lorenzin, i 180 milioni di sanzione a Novartis e Roche vadano al Servizio Sanitario Nazionale

Vadano alle casse del Servizio sanitario nazionale i 180 milioni di euro che le aziende farmaceutiche Novartis e Roche dovranno pagare come sanzione comminata dall’Antitrust per l’ipotesi di ‘cartellò, a fini economici, per incentivare l’utilizzo di un farmaco per gli occhi più costoso, Lucentis, rispetto ad un altro di pari efficacia, Avastin, meno costoso ma utilizzato come farmaco off-label, ovvero fuori dalle indicazioni previste. La richiesta arriva dal ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ed è al vaglio dell’Avvocatura dello Stato. La proposta che le sanzioni siano destinate al Ssn è stata sostenuta da Lorenzin in occasione di un’audizione in commissione Sanità del Senato e parte da una ragione precisa: «Ci siamo mossi con l’Avvocatura dello Stato per far sì che le sanzioni comminate dall’Antitrus a Roche e Novartis possano andare al Ssn; per i farmaci, infatti, dovremo spendere talmente tanto in futuro che recuperare qualcosa – ha affermato – non sarebbe male». Ed ancora: «Non posso dire se ci sia stato un cartello o no, lo decideranno i tribunali, ma qualora ci fosse stato, la richiesta è che le sanzioni vengano introitate dal Ssn». Lorenzin ha fatto quindi l’esempio di un nuovo e costoso farmaco per la cura dell’epatite C: «anche se dovessimo trattarlo a 10mila euro in meno» rispetto al prezzo previsto, «già all’entrata avrebbe un costo di un miliardo. Sono scelte che dovremo affrontare nei prossimi mesi». Il ministro ha quindi sottolineato come questa vicenda «ci può insegnare molto sulle politiche del farmaco, per le quali abbiamo tanta strada da fare, e anche sulla necessità di avere una politica nazionale sul farmaco che ci permetta di avere certezze». Tornando al merito della vicenda, Lorenzin ha precisato che l’Agenzia italiana del farmaco Aifa «ha fatto prevalere il tema della sicurezza rispetto all’economicità. Dunque, davanti a due farmaci» per uso oculare, si è «preferito quello testato sugli occhi rispetto a quello che non lo è stato. Il mio – ha detto – non è un ‘j’accusè all’Aifa, che si è attenuta alle norme sui farmaci off label. Aifa si è comportata secondo i parametri e le regole date», ma «occorre anche capire tali parametri per poterli eventualmente cambiare». L’Antitrust, ha inoltre commentato, «ha fatto un lavoro molto coraggioso ed è bene che ci sia una maggiore attitudine a lavorare su tali questioni». Per evitare nuovi casi Novartis-Roche, saranno presto in vigore anche le nuove norme previste dal decreto del ministro appena pubblicato in Gazzetta: il decreto prevede che in caso di presenza di due farmaci che possono avere lo stesso uso, ma che hanno indicazioni per malattie diverse, l’Aifa può richiedere di verificare, attraverso una sperimentazione, la possibilità di utilizzare, in sicurezza per i pazienti, il farmaco off label. «Credo – ha concluso il ministro – che la soluzione individuata con il decreto sia equilibrata; c’è l’idea di rendere la legge sui farmaci off label più moderna rispetto a quando è nata

Ti potrebbero interessare anche:

Processo di appello sulla sanitopoli abruzzese rinviato al 30 settembre
Milano, incinta viene dimessa e muore di parto: omicidio colposo, indagati i medici
Troppe infermiere incinte, saltano i turni all'ospedale di Padova
Primo ok a pdl responsabilità dei medici, niente colpa se si rispettano le linee guida
Gruppo San Donato-San Raffaele: dopo Dubai ora guardiamo a Mosca
Vaccini: arriva l'autocertificazione solo per l'anno scolatico 2017-2018



wordpress stat