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Renzi apre la campagna Ue, con le riforme scardiniamo il sistema

Con in tasca l’ok del Senato alla riforma delle Province, Matteo Renzi affronta i parlamentari del Pd per illustrare il ‘Senato delle Autonomiè. E apre di fatto, sulle riforme istituzionali, la campagna per le elezioni europee e amministrative con un obiettivo alto: il Pd deve essere «il primo partito in Italia ed il secondo nel Pse». La chiave per vincere sugli avversari ha per il premier un solo nome: fare le riforme e la «buona politica» per «scardinare il vecchio sistema» e rispondere all’antipolitica di Grillo che «urla» e agli altri che si occupano solo di candidature. Non entra nei dettagli della riforma del Senato, che venerdì sarà approvato dalla direzione del Pd, Matteo Renzi. Il ministro Maria Elena Boschi ha confermato che si tratta di un testo ancora aperto, dove alcuni punti, come la ripartizione tra Regioni e Comuni e la nomina delle 21 personalità, saranno ancora oggetto di confronto tra partiti e con gli enti locali. Per Renzi, però, la condicio sine qua non è il rispetto dei tempi: entro il 25 maggio vuole il via libera definitivo all’Italicum e il primo voto sul superamento del bicameralismo. I tempi rapidi sono, per il premier, precondizione per poter dire che la «buona politica» cambia le cose. «Se la politica – ha spiegato il premier – si autoriforma poi può avere l’autorevolezza per cambiare le cose anche in Europa. E il Pd può essere il motore del cambiamento». Per convincere i cittadini non servono slogan per Renzi ma la realizzazione di impegni rinviati per anni. «Il grado di consenso nel paese – sostiene il segretario dem – è molto forte. Mentre grillo sta a urlare alla finestra, noi stiamo cambiando il paese davvero». Non mancano resistenze nel Pd – all’assemblea Walter Tocci non risparmia critiche – ed il premier lo sa. Così come, chiarisce di non aver apprezzato «alcune uscite sulla spending review» che invece va affrontata come «questione politica». Ma dubbi e perplessità vanno discussi e affrontati tenendo conto dell’orizzonte principale di fare le riforme. «Oggi abbiamo portato a casa – ringrazia i senatori – il ddl Delrio, giovedì ci sarà il parere sulla nomina di Raffaele Cantone, poi partiremo con la riforma del titolo V e del Senato». Ma il piano di Renzi riguarda anche le scuole – «i cantieri partiranno a giugno e i 3,5 miliardi ci sono», assicura – e le riforme economiche, con il def come passo per gli sgravi Irpef. Impegni che andranno in parallelo con la campagna elettorale vera e propria. Perchè il Pd accenda i motori venerdì, annuncia Renzi, nascerà la nuova segreteria. Tra due settimane il Pd chiuderà le candidature ed il 12 aprile si aprirà la campagna elettorale, alla quale il leader parteciperà: «Andiamo a testa bassa perchè dobbiamo vincere ed è particolarmente difficile in alcuni comuni. Dobbiamo essere il primo partito».

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