| categoria: Roma e Lazio

Bettini, se il Pd vuole io mi candido

Se la direzione del partito confermerà l’orientamento di candidarmi alle Europee io sono disponibile. Quando è finita l’esperienza di Veltroni io ero coordinatore, mi sono autorottamato, non me la sono sentita di riciclarmi (…) C’è un vizio della politica italiana: quando uno è protagonista di una fase politica poi vuole diventare protagonista anche della successiva che è il contrario della precente e di quella dopo ancora, contraria alle altre due. Io questa capacità di movimento, anche per le mie condizioni fisiche abbastanza enormi, non ce l’ho, sono abbastanza statico». Questa mattina a Radio Città Futura, Goffredo Bettini, membro della direzione del Pd, ha parlato di elezioni europee. «Io dopo Veltroni sono stato fermo quattro anni – prosegue – poi ho fatto al congresso la proposta di campo democratico, è andata bene e tante forze quindi mi hanno chiesto di tornare a una politica più attiva». Sollecitato su quelli che taluni chiamano i ‘riciclatì (sé stesso, Bresso, Domenici, D’Alema, Zanonato ecc), secondo indiscrezioni candidati del Pd alle europee, Bettini difende così un eventuale candidatura: «alle europeee devono andare forze sperimentate».
«Marino in questi mesi ha fatto un grande sforzo di posizionamento politico, ha messo in campo delle scelte simboliche come quella dei Fori, ha cercato di fare risparmi e pulizia, ha chiara la sua battaglia contro ogni forma di incrostazione di potere, io dico che però ora siamo arrivati al punto di fare quello che io ritengo necessario per la vita di Roma: cioè di concentrarci in modo maniacale sulla vita quotidiana dei cittadini». Lo ha detto Goffredo Bettini, membro della direzione del Pd a Radio Città Futura. «Roma nel corso degli anni passati ha costruito grandi contenitori moderni, dall’Auditorium alla Nuova Fiera di Roma, il Macro, il Maxxi realizzati con grandi architetti, progettisti – prosegue – Ora queste cose bisogna farle funzionare bene con management adeguati e poi concentrarci prevalentemente sulla vita quotidiana e per fare questo bisogna allargare la strada». «Il sindaco – ha infine concluso Bettini – deve saper includere l’insieme delle forze migliori: sindacati, tecnici, progettisti, imprese, lavoratori. Mettere in rete le persone migliori di questa città e fare in modo che queste persone seguano passo passo e siano coinvolte nell’amministrazione».

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