| categoria: politica, Senza categoria

Il Pd lancia la candidatura Chiamparino, un sindaco per il Piemonte

Un «sindaco» per il Piemonte. Il Pd lancia la candidatura di Sergio Chiamparino alla presidenza della Regione e, per «ridare futuro e speranza» ai suoi cittadini – chiamati alle urne con un anno di anticipo dopo che quattro anni di battaglie legali sulla presentazione delle liste si sono conclusi con l’annullamento del voto – punta sul primo cittadino delle Olimpiadi del 2006. Un «modello importante non solo per il Piemonte, ma per l’Italia intera», improntato sulle politiche del fare, le uniche in grado di risolvere i problemi reali della gente. Per Chiamparino, che negli ultimi due anni ha guidato la Compagnia di San Paolo, entrare al Teatro Carignano è come «tornare a casa». «Il sostengo del Pd – dice all’ingresso dello storico teatro scelto dai democratici per l’avvio ufficiale della campagna elettorale – mi fa sentire parte della grande famiglia della sinistra riformista italiana». Accanto a lui ci sono i vertici delle istituzioni locali, dal sindaco di Torino Piero Fassino al presidente della Provincia Antonio Saitta. C’è l’ex presidente della Regione Piemonte Mercedes Bresso, «che con la sua battaglia ha permesso al Piemonte – osserva Chiamparino – di andare al voto un anno prima», e ci sono i nuovi vertici piemontesi dei democratici: la presidente Giuliana Manica e il segretario Davide Gariglio. Volti vecchi e nuovi del centrosinistra che, sulla scorta dell’esperienza di Matteo Renzi, promette di «non guardare alla carriera dei suoi politici – osserva Gariglio – ma al futuro del Piemonte». Per riuscirci, la ricetta di Chiamparino è fatta di «terra e testa», ovvero «le risorse primordiali, la natura e la conoscenza». «Il Piemonte è esattamente questo – osserva l’ex sindaco – il Barolo batte il Borgogna e nel campo dell’istruzione e della ricerca Torino può battere Boston». Un mix che si ritrova anche nel suo linguaggio, fatto di battute in piemontese e in qualche accenno d’inglese. E che viene declinato nella necessità di rilanciare servizi sociali, sanità, trasporto locale, diritto allo studio e lavoro. Quello che un operaio della Agrati – l’azienda di Collegno che la proprietà ha deciso di chiudere nonostante non manchino le commesse – invoca facendo indossare a Chiamparino un braccialetto blu, il colore delle tute degli operai. Nel suo intervento Chiamparino non cita mai Roberto Cota – «faccio una corsa per il Piemonte, non contro qualcuno» – riservandogli però alcune frecciate. Come quella sul «disonore delle mutande verdi», riferimento alla vicenda giudiziaria dei cosiddetti rimborsi facili, o della foto che immortala il governatore mentre regge il posacenere a Umberto Bossi. «Statene certi – sottolinea – io non reggerò il posacenere a nessuno: sarò il presidente di tutti». La campagna elettorale è iniziata.

Ti potrebbero interessare anche:

ART18/ Fiom anticipa la manifestazione al 18 ottobre
Venezia che cambia, spuntano le gondole senza "riccio" a poppa
Piazzale Roma come Times Square? Venezia sogna in grande
MOTO/ Argentina, trionfa Marquez, Rossi ringrazia la Ducati
L'inchiesta petrolio abbatte il Pd. Centrodestra avanti, sale il M5S
Referendum sul Jobs act: la Consulta decide sull'ammissibilità l'11 gennaio



wordpress stat