| categoria: sanità

Stop alla spirale gratuita nei 35 consultori baresi

Stop all’inserimento gratuito delle spirali intrauterine nei 35 consultori baresi. Da oggi, salvo rare eccezioni, il contraccettivo si potrà ottenere solo a pagamento. Un nuovo duro colpo alla maternità consapevole difesa dalla legge 194. Nella terra degli obiettori di coscienza, dove in alcuni casi viene impedita la prescrizione della pillola del giorno dopo, da qualche giorno è diventato più difficile ottenere anche un altro contraccettivo, meno diffuso ma efficace, come la Iud (dall’inglese Itra uterine device). La questione riguarda l’intera Asl di Bari e i suoi 35 consultori diventati, d’un tratto, insicuri, lontani dagli ospedali e privi delle strumentazioni necessarie per praticare quello che dai medici viene definito un piccolo intervento ambulatoriale. Le donne baresi dovranno rivolgersi ai quattro centri di pianificazione familiare (gli ospedali San Paolo, Triggiano, Monopoli e Putignano). Solo qui sarà possibile inserire la spirale. Ma se nel consultorio era gratis, ora la prestazione potrà costare fino a 120 euro.

Bocche cucite dall’Asl, ma un dirigente dell’azienda parla di scelta obbligata: “Dobbiamo attenerci a regole più stringenti in materia di attività sanitaria. Le normative vigenti – ovvero la legge regionale numero 3 del 2005 che disciplina gli “atti invasivi” in sanità e il decreto Balduzzi del 2012 – parlano chiaro”. Talmente chiaro che ora non sono più possibili deroghe e bisogna mettere a norma tutte le strutture sanitarie, non solo i consultori, per garantire la massima sicurezza a operatori e pazienti. Sono queste le regole stringenti che adesso impediscono agli operatori dei consultori baresi di inserire le spirali: secondo le nuove regole le 35 strutture della città sarebbero troppo lontane dagli ospedali, ma soprattutto la maggior parte di esse non avrebbe a disposizione carrelli delle emergenze, scialitiche e defibrillatori da utilizzare nel caso in cui, durante l’inserimento delle spirali, si presentassero delle complicanze.

Per questo motivo dalla dirigenza dell’Asl è partita la direttiva a tutti gli operatori dei consultori: stop alla distribuzione del contraccettivo. Ora la prestazione sarà garantita a pagamento (massimo 120 euro) solo in quattro ospedali della Asl. A quanto pare però l’Asl sta lavorando per garantire la gratuità della prestazione almeno alle donne in difficoltà economiche che usufruiscono di esenzione dal ticket e alle migranti.
Lo stop alla spirale arriva a pochi giorni dalla polemica scatenata dalla vicenda di Laura, ragazza barese che a “Repubblica Bari” ha raccontato la sua disavventura alla ricerca della pillola del giorno dopo negli ospedali della città. Una ricerca durata 15 ore, durante le quali ha scoperto che al pronto soccorso del reparto di ginecologia del Policlinico di Bari avrebbe dovuto pagare 72 euro di ticket solo per la prescrizione del contraccettivo. Una vicenda, quest’ultima, duramente contestata dalla Cgil Medici e dalla presidente del collegio delle Ostetriche di Bari e Bat, Maria Schiavelli che ora protesta anche a causa di questa nuova limitazione sull’uso delle spirali: “Operare in sicurezza è un imperativo della salute delle donne – afferma Schiavelli – l’Asl ha quindi il dovere di attrezzare i consultori affinché possano continuare a svolgere tutte le attività in forma gratuita per le utenti. In caso contrario, se un consultorio non può neanche inserire le spirali, si snatura la mission di queste strutture, così come previsto dalla legge istitutiva dei consultori, la numero 405 del 1975”.

Unica nota positiva in tema di maternità consapevole: dopo un anno di sospensione, l’Asl Bari riprenderà la distribuzione gratuita dei contraccettivi ormonali (cerotti e pillola) nei consultori della città e della provincia. Il servizio era stato sospeso perché la Regione non aveva bandito la nuova gara per l’acquisto dei farmaci. Ora l’Asl barese si sta attrezzando con una sua gara autonoma.

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