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TURCHIA/ Elezioni nel sangue, 8 morti negli scontri. Erdogan alla prova delle urne

Quasi 53 milioni di turchi sono chiamati alle urne in uno scrutinio amministrativo che potrebbe essere decisivo per il futuro politico del premier Recep Tayyip Erdogan, invischiato negli scandali di corruzione e indebolito da una serie di rivelazioni compromettenti. E per gli scontri in alcuni comuni rurali tra fazioni rivali schierate con candidati opposti alla carica di capo-villaggio c’è già un bilancio arrivato a 8 morti e più di 20 feriti. Il premier turco ha annunciato prima del voto che se il suo partito islamico Akp subirà un crollo di consensi e non otterrà questa sera il primo posto, lascerà la politica. In un comizio a Istanbul ieri il capo del governo turco si e’ detto convinto pero’ che gli elettori daranno “uno schiaffo” ai suoi oppositori. Alle politiche del 2011 l’Akp ha ottenuto il 50% dei voti. L’opposizione, che arriva divisa al voto, spera di strapare al partito di governo grazie all’annunciata caduta di consensi le due principali città del paese, Istanbul e Ankara. L’esito delle elezioni nella megalopoli del Bosforo, 15 milioni di abitanti, un quinto degli elettori di tutto il paese, potrebbe essere determinante. La perdita della città dei due continenti, capitale economica del paese, sarebbe una pesante sconfitta personale per Erdogan, la cui parabola politica e’ iniziata proprio a Istanbul nel 1994 con la conquista della poltrona di sindaco. Gli ultimi sondaggi prevedevano un testa a testa fra il sindaco uscente Akp Kadir Topbas e il candidato del principale partito di opposizione, il Chp, Mustafa Sarigul. Anche ad Ankara, cinque milioni di abitanti, una manciata di voti potrebbe separare l’uscente islamico Melih Gokcek e il candidato del Chp Mansu Yavas. In chiusura della campagna il principale leader dell’opposizione Kemal Kilicdaroglu ha invitato gli elettori a non votare “per un governo corrotto” e a “ripulire” la politica. Dopo una campagna infiammata e ricca di veleni il voto di oggi è letto dagli analisti turchi come una sorta di referendum sul sempre più contestato premier, e una prova generale in vista delle presidenziali del 10 agosto. I partiti di opposizione hanno espresso il timore di possibili brogli su larga scala. Decine di migliaia di osservatori della società civile e dei partiti sorvegliano lo svolgimento del voto in tutti i circa 180mila seggi elettorali. Misure straordinarie di sicurezza sono state prese per la giornata elettorale. Solo a Istanbul 40mila agenti presidiano i seggi elettorali. Tornando alle violenze di oggi, due persone sono state uccise e nove ferite in uno scontro fra i sostenitori di due candidati sindaci a Kirikhan (Hatay). Altri quattro morti si registrano a Hilvan, vicino a Sanliufra, durante uno scontro fra i candidati di clan rivali. Nel villaggio di Ciftlik, sempre nella provincia di Sanliufra, scontri fra altre due famiglie politicamente opposte hanno fatto nove feriti.

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