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Quindicenne in gita cade dalla nave a Barcellona e muore. E’ giallo

È avvolta nel mistero la morte avvenuta a Barcellona, in Spagna, di un ragazzo di 15 anni, G.R., di San Giovanni la Punta, in provincia di Catania, precipitato la notte scorsa da una nave della Grimaldi Lines, la «Roma Cruise», ormeggiata nel porto della città spagnola durante quello che doveva essere un viaggio di istruzione e che invece si è trasformato in una tragedia. Il ragazzo, studente del liceo scientifico «Ettore Majorana», partecipava al festival della letteratura «Amare leggere» a bordo di una nave della compagnia, salpata sabato scorso da Civitavecchia, insieme con altri cinquemila ragazzi provenienti da scuole di tutta Italia. Secondo quanto riferiscono alcuni testimoni, la notte scorsa si sarebbe buttato da un ponte al decimo piano della nave, al ritorno da un tour nella città. A bordo della Roma Cruise, ad accompagnare i ragazzi della scuola, c’è la preside, Carmela Maccarrone, che è «portata a pensare che sia stata una bravata, forse determinata dall’euforia del momento. Lo hanno visto prendere la rincorsa verso la ringhiera della nave – ha detto Maccarrone – e appoggiarsi, facendo leva sulla braccia, per poi proiettarsi in avanti. Probabilmente ha perso l’equilibrio. È stato visto cadere. Il compagno che gli era più vicino gli ha detto: ‘Ma che stai facendo?’, ma non l’ha potuto agganciare». «Stando a quanto riferiscono i ragazzi, il giovane – ha continuato la preside – all’improvviso, senza essere stato provocato, ha cominciato a saltellare; poi si è sganciato dal gruppo e ha preso a spintoni i compagni. Infine, la rincorsa verso la ringhiera». «Eravamo tornati da una passeggiata fatta con i ragazzi – ha aggiunto – e avevamo detto loro di prepararsi per la giornata di oggi che prevedeva una sveglia alle 7. Alle 2 meno un quarto mi hanno chiamato alcuni ragazzi dicendomi che un compagno si era buttato in mare. Eludendo gli ordini e la sorveglianza, invece di andare a letto, alcuni studenti avevano deciso di fare una passeggiata sulla nave». Tra le testimonianze, anche quella del rappresentante dell’ istituto, che ha un fratello a bordo della nave, il quale ha detto che «a un tratto questo ragazzino, sicuramente non lucido, si è voltato di scatto verso il bordo della nave, ha cominciato a correre e si è buttato in mare». Anche altri testimoni confermano che lo studente improvvisamente ha preso la rincorsa e si è lanciato contro la ringhiera della nave superandola e perdendo l’equilibrio. È così caduto in mare, nello spazio tra la nave il molo. Subito sono intervenuti i sommozzatori e in poco tempo hanno recuperato il corpo. Sulla morte del giovane è intervenuta anche la Grimaldi Lines: «Si è sporto troppo – hanno detto – ed è finito in mare. Sappiamo che il ragazzo era insieme ad altri compagni che sono stati sentiti dalla polizia spagnola. Non sappiamo cosa sia successo. Siamo certi che la polizia ha già acquisito elementi che permetteranno di fare luce sulla tragedia. Potrebbe essere stata una bravata, o un incidente. Sta di fatto che da quella parte della nave si può cadere solo se ci si sporge dalla balaustra». Il sindaco di San Giovanni la Punta, Andrea Messina, deciderà, insieme ai familiari di G.R. che sono andati a Barcellona, potrebbe proclamare il lutto cittadino.

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