| categoria: editoriale, Il Commento

E adesso Renzi fa un po’ paura

Siamo sinceri, adesso Matteo Renzi fa un po’ paura. Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio, il giovane premier sta affondando come una lama nel burro nel corpo putrefatto della politica italiana senza trovare resistenza. Ricorda quegli antichi condottieri della antichità, Cesare, Augusto, Alessandro Magno, che avanzavano oltre i confini dell’impero sconfiggendo tutti e allontanandosi pericolosamente dalla base. Ottiene tutto troppo in fretta e corre, corre. Corre anche il consenso e cresce il disagio per aver sopportato una classe politica che non ha saputo fare quel che sta facendo lui. Chi gli resiste viene liquidato in fretta come retrogrado, conservatore, difensore di interessi che vanno spazzati via. Ma siamo sicuri che tutta questa fretta sia necessaria in alcuni contesti? La gente ha bisogno di lavoro e di aumenti di stipendi, ha bisogno di stabilità, ha bisogno di punti di riferimento. Non di stress ulteriori. Non sono gli 80euro che fanno poi la differenza, ma il taglio immediato delle tasse, la possibilità di respirare, di non essere vessati. Stoppi Equitalia e le banche, Matteo Renzi, sospenda immediatamente i privilegi delle tante caste, punisca plateamente i responsabili di tanti scempi, accetti (o si crei) degli interlocutori, dei contradditori. Senza avversari manifesti è pericolosi. Lo spettro di una dittatura non è ancora dimenticato.

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