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Dal blitz di Cortina lo Stato ha incassato oltre 2 milioni di euro

I risultati del blitz degli 007 del Fisco a Cortina nel Capodanno 2011, con incassi per lo Stato per due milioni – come ha annunciato ieri il direttore dell’Agenzia delle Entrate Attilio Befera – hanno risvegliato spettri che sembravano seppelliti sotto i metri di neve che due mesi fa avevano lasciato mezza conca ampezzana al buio. È riaffiorata così la rabbia per i «metodi di intervento mediatici, i successivi rifiuti a fornire dati esatti sul blitz e soprattutto la massiccia fuga dei turisti». La voce del malcontento cortinese è quella del vicesindaco Enrico Pompanin secondo il quale «è difficile commentare una notizia piovuta dall’alto», il Comune «non ha mai potuto avere sotto mano i dati, sebbene li abbia chiesti per due anni. Non sappiamo se siano state due multe da un un milione o mille da duemila euro». Due anni fa venne reso noto che l’operazione dell’Agenzia delle Entrate aveva interessato 35 locali su oltre mille presenti a Cortina. «Il punto per noi – prosegue Pompanin – non è il fatto che si facciano dei controlli, quanto il rilievo propagandistico con il quale li si erano presentati. È stata una pubblicità negativa». Il vicesindaco rilegge le dichiarazioni presentate oggi al Senato dal direttore delle entrate Attilio Befera secondo il quale lo Stato ha incassato a Cortina oltre 2 milioni di euro. «Ricordiamo che la maggior parte dei turisti fuggì – aggiunge il vicesindaco – rifugiandosi in Austria e in Svizzera. Così lo Stato, per i tanti soldi che ha recuperato altrettanti ne ha persi in mancati introiti». Un concetto ripreso anche dal senatore di Fi Pierantonio Zanettin che chiede di verificare i risultati degli «accertamenti fiscali così spettacolari e mediatici» con gli «eccessi recessivi sui consumi» provocati dal blitz. Zanettin non contesta il dato di Befera ma vuole confrontarlo con il rovescio della medaglia. «Quanti clienti – chiede il parlamentare vicentino – hanno preferito passare le festività natalizie degli anni successivi a Kitzbuhel o Sankt Anton, piuttosto che a Cortina?». L’intervento degli ispettori romani alla fine del 2011 e alle prime ore del 2012 a Cortina venne accolto con malcelato fastidio. 80 ‘inviatì dell’Agenzia delle Entrate calati nella stazione montana avevano fatto le pulci a bar, alberghi, ristoranti, gioiellerie, per controllare registri e scontrini sbirciando nei parcheggi dove ‘dormivano’ parecchie supercar. L’incursione si era sviluppata tra locali zeppi di gente e non era piaciuta ai commercianti, agli amministratori e non era stata apprezzata nemmeno dal presidente della Regione Luca Zaia, e da numerosi parlamentari.

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