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Voto di scambio, la Camera cambia il ddl: pene più basse

L’Aula della Camera ha approvato (con 293 sì, 83 no e 2 astenuti) l’ultimo emendamento del relatore Davide Mattiello (Pd) che modifica il ddl sul voto di scambio politico-mafioso uscito dal Senato lo scorso gennaio, tra le proteste di Forza Italia. Con questo voto il carcere, per il reato punito dall’articolo 416 ter del Codice civile, diventa minimo 4 anni massimo 10 anni (prima la pena prevista era minimo 7, massimo 12). L’emendamento è stato approvato con il parere favorevole del governo. Precedentemente l’Aula aveva respinto un subemendameno M5s, votato anche dalla Lega, che chiedeva di riportare le pene da 7 a 12 anni come aveva deciso il Senato (le stesse previste dall’artciolo 416 bis del codice penale – Associazione di tipo mafioso). Viene poi eliminato il principio della punibilità del politico “che si mette a disposizione” dell’organizzazione mafiosa. Ora il testo passa di nuovo al Senato. La nuova formulazione dell’art. 416 del codice penale sul voto di scambio politico-mafioso entrerà in vigore immediatamente dopo la sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale: lo prevede un emendamento della commissione al testo approvato dall’Aula della Camera. “Il governo si impegnerà al massimo nel corso dell’esame al Senato perché questa norma sia definitivamente approvata prima delle elezioni europee”, ha detto nell’Aula della Camera il sottosegretario alla Giustizia Cosimo Ferri rendendo il parere sugli ordini del giorno sul ddl voto di scambio.
Tre le modifiche: la prima elimina il termine “qualunque” prima dell’espressione “altra utilità”. Il secondo cancella il principio della punibilità con il 416-ter del politico “che si mette a disposizione” dell’organizzazione mafiosa, mentre la terza modifica diminuisce la pena del carcere per il voto di scambio.

Questo il testo del nuovo 416 ter contenuto nell’emendamento presentato dal relatore alla Camera, Davide Mattiello (Pd): “Chiunque accetta la promessa di procurare voti mediante le modalità di cui al terzo comma dell’articolo 416-ter in cambio dell’erogazione o della promessa di erogazione di denaro o di altra utilità è punito con la reclusione da quattro a dieci anni. La stessa pena si applica a chi promette di procurare voti con le modalità di cui al primo comma”. La riduzione della pena riporta in pratica all’originaria previsione di Montecitorio che poi era stata modificata nel passaggio al Senato con il carcere aumentato da 7 a 12 anni. Su questo Forza Italia aveva protestato.

L’altra modifica apportata, dopo l’accordo maggioranza-Fi in Comitato dei 9 della commissione Giustizia, è che nel testo del Senato si parlava di “qualunque altra utilità”, mentre ora si torna a “altra utilità”. Il testo di Palazzo Madama invece era il seguente: “Chiunque accetta la promessa di procurare voti mediante le modalità di cui al terzo comma dell’articolo 416-bis in cambio dell’erogazione o della promessa di erogazione di denaro o di qualunque altra utilità ovvero in cambio della disponibilità a soddisfare gli interessi o le esigenze dell’associazione è punito con la stessa pena stabilita nel primo comma dell’articolo 416-bis. La stessa pena si applica a chi promette di procurare voti con le modalità di cui al primo comma”.

“Un politico può essere a disposizione della mafia: non è reato. Renzi e Verdini hanno ammazzato il 416 ter. Dopo una lunga e dura battaglia il governo delle larghe intese sulla mafia, previo incontro tra capi, ha deciso che lo scambio politico mafioso non deve essere punito. Questo è tutto il punto e non ci resta che appellarci ai cittadini e lanciare il grido d’allarme su quanto sta succedendo”. Così i membri delle commissioni Giustizia e Antimafia del M5S di Camera e Senato esprimono “il loro pieno sconcerto e la profonda preoccupazione” per le decisioni della Camera sul voto di scambio. Visione completamente diversa è quella di Donatella Ferranti (Pd), presidente della commissione Giustizia alla Camera, il testo sul voto di scambio “è norma di grande rigore, che permetterà di stroncare qualunque patto tra politica e mafia” e le modifiche approvate “tengono conto delle criticità segnalate dall’Anm e da diversi pm antimafia per arrivare a una norma il più possibile chiara ed efficace”.

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