| categoria: economia

Draghi, ‘Bce pronta anche a misure non convenzionali’

Il presidente della Bce Mario Draghi

Si avvicinano nuove misure straordinarie della Bce, incluso l’acquisto di titoli finanziari su larga scala per contrastare l’inflazione esangue dell’Eurozona. Il consiglio, unanime, è pronto ad agire, ha spiegato il presidente Mario Draghi, confessando che la sua paura maggiore è una lunga stagnazione, e facendo un ‘mea culpa’ a nome della Bce per aver sottovalutato il calo dell’inflazione. Al termine della riunione che ha lasciato i tassi fermi allo 0,25%, minimo storico dallo scorso novembre, Draghi ha dato una parziale risposta a chi chiedeva di agire subito con l’inflazione dell’Eurozona allo 0,5%. La decisione ancora non c’è ma i tempi si fanno serrati: tutto potrebbe dipendere dall’inflazione di aprile. Uscendo insolitamente dall’aplomb di banchiere centrale, Draghi si è però concesso una sarcastica bacchettata al Fondo monetario internazionale dopo l’invito ad agire subito, fatto dal direttore generale Christine Lagarde ieri, a poche ore dall’inizio del consiglio Bce a Francoforte. Il Fmi è “estremamente generoso di consigli” lo sia anche alla vigilia dei meeting della Fed. Pur rinviando le decisioni vere, il messaggio ha convinto i mercati, con l’euro sceso a 1,37, lo spread a 165 e le borse in volata. Draghi ha ribadito che la Bce tiene il dito sul grilletto per un nuovo taglio dei tassi e ulteriori misure di allentamento monetario. Forte della recente apertura di Jens Weidmann, il presidente della Bundesbank che nel consiglio Bce aveva sempre osteggiato il ‘quantitative easing’, Draghi si è spinto oltre. “Il consiglio direttivo – ha detto ai giornalisti e alla comunità finanziaria che lo segue da un capo all’altro del mondo – è unanime nel suo impegno a usare anche strumenti non convenzionali, nell’ambito del suo mandato, per affrontare con efficacia i rischi di un periodo di bassa inflazione troppo prolungato”. “Anche”, ha spiegato, sta a significare che le misure convenzionali non sono esaurite: dunque potrebbe arrivare presto un taglio dei tassi. Ma la Bce è pronta a fare di più: fra le misure non convenzionali, quale potrebbero essere tassi negativi, o un nuovo maxi-prestito alle banche vincolato all’erogazione di prestiti, “è incluso il quantitative easing”, l’espansione del bilancio della Bce acquistando titoli. Quali titoli, ancora non è chiaro: “vi sono varie preferenze”. L’ideale sarebbe per la Bce poter comprare ‘Abs’, i bond emessi a fronte di attivi come prestiti a famiglie e imprese: comprarli libererebbe credito per l’economia reale. Ma gli ‘Abs’ sono quasi azzerati dopo la crisi del 2007. Restano le alternative dei bond bancari, un mercato però già tornato in salute, e dei titoli di Stato, dove entrano in gioco gli appetiti dei Paesi ad alto debito dell’Eurozona, con il nodo di dover scegliere su quali Paesi emittenti comprare: la Bce valuterà ma lo farà “nelle prossime settimane”, e anche qui traspare da Draghi che i tempi si fanno stretti. L’inflazione a 0,5% ha sorpreso, Draghi ammette che le stime hanno “più volte sottovalutato” l’impatto del calo dei prezzi energetici mondiali. E anche se il rischio di deflazione al momento non c’è, Draghi fa capire che “questo non significa che il consiglio Bce debba restare indifferente”. L’Eurozona non è nella spirale deflazionistica, che innesca un calo di consumi e investimenti, come lo è stato il Giappone. Ma occorre giocare d’anticipo: “puoi pensare di avere inflazione zero quando in realtà sei già in deflazione”. Un avvertimento, per ora, ma i mercati ci credono, mentre l’economia reale sta alla finestra.

Ti potrebbero interessare anche:

Disoccupazione allarme rosso, siamo al 12,5%
Pil, peggio del previsto. E' recessione
Alitalia, alla cloche arriva Cassano. Sarà Ad
Russia nella bufera: tracolla la Borsa, il rublo precipita fino a 100 sull’euro
Imprese e famiglie, dalle banche sempre meno prestiti
Dieselgate, la procura francese indaga su Fca



wordpress stat