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UCRAINA/ Mogherini, nuove sanzioni solo con un’altra crisi

Il ministro Federica Mogherini

La terza fase delle sanzioni contro la Russia è in fase di preparazione ma l’obiettivo della Ue è evitare di arrivare a quel punto, che sarebbe una rottura con Mosca, e quindi ora la strategia è il ‘Keep calm and carry on’: così il ministro degli Esteri Federica Mogherini sintetizza i lavori in corso sull’Ucraina tra i ministri europei, ma c’è anche chi, come il suo collega britannico William Hague, tiene alta la tensione e vede ancora un «pericolo troppo elevato per rilassarsi». «La situazione in Ucraina resta molto pericolosa» e la Ue deve tenersi «pronta a preparare misure più aggressive» contro la Russia, ha detto Hague entrando alla riunione informale degli esteri. Hague ha spiegato che «restano ancora molte truppe russe ai confini est dell’Ucraina», e che quindi non c’è «nessun ritiro» certo. E «finchè non vediamo de-escalation la Ue non può rilassarsi», secondo il ministro britannico. Resta però piuttosto isolata per ora la voce di Hague, perchè la maggior parte dei colleghi non si sbilancia e ritiene sufficiente la fase ‘duè delle sanzioni. «La terza fase è in preparazione ma scatta solo se ci saranno ulteriori passi di destabilizzazione contro l’Ucraina», chiarisce la Mogherini, spiegando però che a quella fase non ci si deve arrivare, perchè sarebbe un fallimento della strategia diplomatica dell’Europa. «Il nostro lavoro è evitare di arrivare a doverle usare», spiega il ministro, secondo cui «l’Ue sta facendo quello che deve fare», e quindi non bisogna «nè rilassarsi nè agitarsi». La «priorità è evitare di arrivare ad un effetto domino e a ulteriori elementi di destabilizzazione dell’Ucraina». Certo, se il lavoro dell’Ue fallisce, «allora sicuramente ci saranno conseguenze, ma saranno una reazione al fallimento della nostra politica». Anche il collega tedesco Frank-Walter Steinmeier, così come l’Italia, vede ora una fase più calma, «una pausa che deve essere usata per stabilizzare la situazione politica». È vero, spiega, che la Russia ancora non è stata in grado di dimostrare all’Europa che ha davvero cominciato a fare passi per allentare la tensione, ma la speranza dei tedeschi è di «convincere Mosca» a non far collassare uno Stato al suo confine, spiegandole che è invece «nel suo interesse contribuire a mantenerlo economicamente vivo agendo su rapporti commerciali e prezzi dell’energia». Sulla stessa linea di cautela anche l’olandese Hans Timmermans, contrario alla terza fase, e l’austriaco Sebastian Kurz, che considera «assolutamente sbagliato parlare di altre sanzioni» e «una provocazione alla Russia» menzionare un eventuale ingresso dell’Ucraina nella Nato. Ma la crisi ucraina, sottolinea infine il ministro Mogherini che ne ha parlato ai suoi colleghi, rischia di far dimenticare gli altri fronti della politica di vicinato come il Mediterraneo, in particolare con le situazioni di Siria e Libia e la preoccupazione per i profughi. «L’attenzione deve restare alta sul Mediterraneo», ha concluso il ministro.

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