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HOLCIM-LAFARGE/Fusione da 50 miliardi di dollari all’orizzonte nel settore cemento

Maxi-fusione all’orizzonte nel settore del cemento. I due giganti Holcim e Lafarge hanno confermato nel pomeriggio di essere in «trattative avanzate» per una fusione, che, spiega una nota dell’azienda svizzera, «potrebbe apportare benefici sostanziali ai clienti, ai dipendenti e agli azionisti» grazie alla «forte complementarità» delle attività e alla «vicinanza culturale» tra i due gruppi. La notizia ha spinto verso l’alto i titoli delle due aziende, che hanno chiuso la giornata di Borsa con un forte rialzo, +8,9% per Lafarge e +6,86% per Holcim, migliore performance del listino di Zurigo. Uno slancio che si è esteso a tutti i titoli del settore in Europa, incluse le italiane Buzzi Unicem (+4,39%), Cementir (+2.97%) e Italcementi (+6,67%). Eppure, la nota di Holcim precisa che «nessun accordo è stato raggiunto al momento, e non possono essere date garanzie sul fatto che queste discussioni portino a un accordo definitivo». Il progetto di fusione sui cui si lavora, sempre secondo quanto comunica la società elvetica, «è basato sul principio di una fusione tra uguali, che si costruisca sulle forze e le identità delle due compagnie». Se completata, darebbe vita a un colosso da 50 miliardi di dollari di valore di Borsa e oltre 40 miliardi di giro d’affari, con rilevanti riduzioni nei costi di produzione grazie alla combinazione dei cicli industriali. L’effetto sarebbe positivo anche sull’insieme del settore del cemento, che negli ultimi anni ha sofferto di un importante problema di sovracapacità a livello mondiale, a causa del marcato calo della domanda di materiali da costruzione per lo scoppio della bolla immobiliare in numerosi Paesi. Un avvicinamento potrebbe inoltre aiutare Lafarge e Holcim sul fronte dell’indebitamento, che negli anni della crisi avevano aumentato significativamente con una serie di acquisizioni, e che resta elevato nonostante i lievi cali degli ultimi esercizi (9,46 miliardi di franchi svizzeri di debito netto a fine 2013 per Holcim, 10,3 miliardi di euro per Lafarge). La maxi operazione però, commentano diversi esperti citati dai media francesi, potrebbe incappare in problemi con le Autorità antitrust nazionali ed europee, già in stato d’allerta sul settore dopo lo scambio di asset in Spagna e Germania tra Holcim e la messicana Cemex, su cui è aperta un’indagine.

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