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TENNIS/ Ribaltone Murray, ora all’Italia serve l’impresa

Il fattore Murray allontana l’Italdavis dal traguardo semifinali: sulla terra di Napoli il campione di Wimbledon impiega un’ora la mattina per chiudere col minimo sforzo la pratica Seppi (interrotta la sera prima causa buio sul 6-4, 5-5), e poi completa il ribaltone nel pomeriggio trascinando il comprimario Fleming alla vittoria nel doppio, considerato alla vigilia come il punto più incerto della sfida. Probabilmente quello decisivo. Con la Gran Bretagna avanti 2-1, all’Italia ora per portare a casa la vittoria serve un’impresa. In casa azzurra è la giornata dei rimpianti: per Andreas Seppi, che dopo i quattro set point non sfruttati la sera prima sul 5-4, tiene testa al campione britannico ma viene meno al dunque. Prima cedendo il secondo set 7-5, poi squagliandosi nel terzo quando, avanti di un break (3 a 1) crolla, subendo un filotto di cinque giochi che consegna il match a Murray in un’ora e un quarto di gioco (6-4, 7-5, 6-3): troppo poco per pensare che il numero uno britannico possa rinunciare al doppio dove si presenta regolarmente due ore dopo al fianco di Fleming. Anche l’Italia non rinuncia al suo campione, pur malconcio, ma Fabio Fognini per due set è la controfigura di se stesso lasciando al talento inespresso (e forse ritrovato) di Simone Bolelli il compito improbo di tenere botta a un Murray in grande spolvero al servizio (alla fine sarà l’unico a non perderlo mai). Con un Fognini a tratti irritante, è Bolelli a rispondere punto su punto, aiutato dal servizio e dal rovescio. Il primo set procede così sull’equilibrio fino all’ottavo gioco quando gli azzurri, con Fognini al servizio, subiscono il break dopo essere stati avanti 40-0. Sull’ultimo punto del game la palla rimane sul piatto di Fleming che sembra toccarla due volte: sul pallonetto strambo che ne esce il ligure affossa in rete un facile smash. Gli azzurri protestano ma il giudice di sedia non cambia idea. Murray chiude il set sul 6-3 con una stop volley. Gli azzurri ci mettono un intero set per metabolizzare il presunto torto subito: due break, entrambi con Fognini alla battuta, segnano il secondo parziale che si chiude 6-2. Gli italiani sembrano giunti al capolinea e nel terzo gioco del terzo set devono fronteggiare subito quattro palle break. Ma trovano la forza di rovesciare l’inerzia dell’incontro e, scampato il pericolo, mettono a segno il break con un Fognini finalmente reattivo a rete. Trascinati dal tifo, gli azzurri annullano due palle break sul 5-3 prima di chiudere con Bolelli per il 6-3 finale. La rimonta sembra a portata di mano e per due volte il doppio azzurro va avanti di un break nel quarto set ma è proprio Bolelli, fin lì sicuro alla battuta, a cedere per due volte il servizio, l’ultima sul 5-4 con gli azzurri a tre punti dal quinto set. Murray e Fleming, sotto 3-5, chiudono il set 7-5 e spengono ogni speranza azzurra. Forse anche quelle di una semifinale attesa dal 1998: «Ora è difficile – ammette capitan Barazzutti – potevamo fare di meglio, abbiamo giocato male, due set non si possono regalare». Le speranze di un’impresa sono legate all’estro imprevedibile di Fabio Fognini opposto domani mattina a Murray nel primo degli ultimi due match: «Ci metterò la faccia – dice il ligure -. Contro Murray non sono favorito ma nulla è impossibile». Non se in campo andrà il vero Fognini.

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