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Per il Papa, in migliaia alla Magliana: «Tutti siamo peccatori,non si deve diventare corrotti»

Se si resta attaccati al peccato si diventa «corrotti»: bisogna quindi «uscire dalle zone morte del cuore», dalle «tombe» della «necrosi spirituale». È l’esortazione rivolta da papa Francesco ai fedeli nella messa celebrata nella parrocchia romana di San Gregorio Magno alla Magliana. «Tutti siamo peccatori – ha affermato – ma dobbiamo essere attenti a non diventare corrotti».

«Tante persone hanno perso la fede e dove va a finire questa fede? Mi è piaciuta molto questa vostra voglia di non perdere la speranza,si può vivere senza speranza? Ripetiamo tutti quanti insieme, si può vivere senza speranza?». Con queste parole papa Francesco ha salutato la grande folla di fedeli radunatasi nel campo sportivo della parrocchia San Gregorio Magno nel quartiere della Magliana dove sta compiendo una visita pastorale. Acclamato dalla folla, ha aggiunto: «Senza speranza si fa solo un percorso del cammino della vita», ma, ha avvertito, «la speranza mai delude, la speranza è un dono di Dio».

Il Papa agli ex drogati: Dio è nelle vostre debolezze. «Dove pensate che si trovi Dio, in chiesa? No, si trova nelle vostre debolezze» ha detto il Papa durante la visita alla chiesa di San Gregorio Magno, incontrando ex tossicodipendenti, ex alcolisti ed ex detenuti assistiti dalle cooperative sociali attive nella parrocchia. L’incontro privato, lontano dalle telecamere, è stato definito dal parroco don Renzo Chiesa «molto toccante». «Il Papa – ha detto il sacerdote – ha rivolto loro un discorso di incoraggiamento, di sprint di cui queste persone hanno veramente bisogno in un momento particolare della loro vita».

Con un largo sorriso e un’espressione tra lo stupore e la gratitudine Papa Francesco ha accolto una borsa nera, colma di lettere e simile a quella con cui era partito nel luglio scorso per il Brasile, regalatagli dai fedeli della chiesa San Gregorio Magno alla Magliana. «Una delle cose che vengono riprese dalla stampa per caratterizzarla è la sua borsa nera – ha detto il parroco don Renzo Chiesa -. Allora ci siamo detti: al Papa auguriamo un lungo e fecondo pontificato e quella borsa non potrebbe bastare. Quindi le vorremmo regalare questa anche perchè, quando impugnerà quel manico, si ricordi così che noi ci sentiamo condotti da lei: con quella mano sicura e salda di padre premuroso». «E poi – ha aggiunto – la borsa gli permette di evitare di intasare le poste di ulteriori lettere per lei, quindi troverà messaggi di vario tipo che alcuni di noi hanno voluto scriverle».

Papa Francesco è arrivato alle 16 alla parrocchia di San Gregorio Magno,dove compie una visita pastorale di quattro ore in cui incontra le realtà sociali dell’area.

Il Papa regala il Vangelo ai parrocchiani e dice: «è tascabile, portatelo sempre con voi per leggere un pochettino un brano». Ecco il consiglio del Papa: «quando dovete fate una coda o siete comodi sul bus, perchè se non lo siete dovete vigiliare le tasche, leggete un pò di Vangelo. Farà tanto bene, un pò tutti i giorni».

Una grande folla ha accolto papa Francesco al suo arrivo alla parrocchia di San Gregorio Magno, nel quartiere romano della Magliana. Nel campo sportivo parrocchiale, applaudito e acclamato dai presenti con ripetuti «Viva Francesco», il Papa si sofferma lungamente a salutare i presenti, stringendo le mani uno ad uno, e fermandosi in particolare ad abbracciare e a salutare i bambini. «Guidaci in questo mare di speranza», recita uno degli striscioni, mentre su un altro c’è scritto: «Francesco, uno di noi».

Moltissimi i bambini, per lo più scolaresche, in parte ammesse a entrare in Chiesa dove assistono anche alla celebrazione eucaristica, in parte ordinati sullo spiazzo di piazza Fabrizio de Andrè, delimitati in uno spazio loro assegnato a sedere, i quali indossando cappellini bianchi e gialli ed esponendo lo striscione «Papa Francesco ci dai una carezza…» salutano per primi il Pontefice al momento dell’affaccio dalla terrazza della chiesa di San Gregorio, da cui ha inizio la visita parrocchiale.

Terminato il lungo giro di visite alle diverse realtà sociali della quartiere, e dopo aver praticato il sacramento della Confessione a cinque persone, Papa Francesco ha fatto ingresso nella Chiesa di San Gregorio Magno alla Magliana dove è iniziata la celebrazione eucaristica presieduta proprio dal Santo Padre. Alla celebrazione, dentro la chiesa, è stato ammesso ad assistere un gruppo ristretto di fedeli, frequentanti della parrocchia, tra cui ammalati e anziani. All’esterno un maxi schermo trasmetterà la Messa alla gremita folla che attende l’uscita del Pontefice sia sul sagrato che nel campo retrostante la struttura dove Francesco ha incontrato i bambini delle classi catecumenali prossimi ai sacramenti della Prima Comunione e della Cresima.

Il vero comitato di benvenuto lo hanno fatto però i palazzi circostanti, completamente coperti da drappi di ogni tipologia e colore, stesi per tempo dai balconi, assieme a striscioni con le più disparate scritte, messaggi di accoglienza e di affetto sventolanti ovunque già a aprire dalle strade che conducono alla piazza principale, assieme alle centinaia di classici palloncini bianchi e gialli. Tra i messaggi più simpatici, perfino un cartello con la scritta: «Come butta France’?».

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