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FISCO/ Scoperta a Treviso maxi frode a Cig ed evasione da 6 milioni

Ammontano a circa 6 milioni di euro gli elementi positivi di reddito occultati al Fisco individuati dalle Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Treviso all’esito di una attività ispettiva condotta nei confronti quattro società operanti nel settore edile. L’operazione, denominata «Ammortizzatori di ferro» trae origine da attività investigativa su società che costantemente facevano ricorso ad ammortizzatori sociali. Nel contesto di tale attività, difatti, sono stati acquisiti elementi probanti l’occultamento di operazioni imponibili, da parte di due società per gli anni 2010 e 2011, mentre per le restanti due è stato possibile ricostruire un artificioso sistema finalizzato a percepire indebitamente erogazioni da parte dell’Inps. La documentazione comprovante l’illecita condotta era contenuta all’interno di file «nascosti» memorizzati su uno dei Pc presenti presso la sede legale di una delle società. L’analisi particolareggiata dei dati acquisiti ha permesso alla Gdf di accertare che questi riguardavano anche le altre società operanti allo stesso indirizzo e gestite dallo stesso nucleo familiare. Il sistema truffaldino individuato, per quanto attiene la cassa integrazione indebitamente percepita calcolata attraverso un metodo denominato «Gino e Crodino», era basato sulla comunicazione di fittizie giornate lavorative e fittizie ore di sospensione dal lavoro che consentiva la creazione di provviste finanziarie attraverso le quali venivano remunerate le ore in nero svolte dagli operai. Tale escamotage, un unicum nel suo genere, ha permesso alla compagine societaria di riscuotere illecitamente erogazioni Inps per un totale di oltre 350.000 euro e di assicurarsi la regolarizzazione dei contributi previdenziali non versati allo stesso Ente proprio in ragione della stato di Cig del lavoratore. L’attività posta in essere da finanzieri della Tenenza di Castelfranco Veneto è stata, dunque, particolarmente complessa visto che il solo esame delle scritture contabili non avrebbe permesso l’individuazione del sistema evasivo che ha portato alla scoperta di violazioni in materia di imposte dirette, Iva e Irap. Per i fatti costituenti reato è stata notificata la competente Autorità Giudiziaria. per le violazioni di ‘Dichiarazione infedelè e 5, Omessa presentazione della dichiarazione dei redditi; per Truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. È stata, inoltre, avanzata richiesta per l’applicazione di misure cautelari, ex art. 321 del Cpp, a garanzia del credito erariale. L’attività di verifica fiscale ha consentito di individuare ricavi non dichiarati per circa 6.000.000 Euro, Iva dovuta per 600.000 Euro, Irap non versata per 130.000 Euro, ritenute d’imposta non operate per 195.000 Euro ma soprattutto l’impiego di 143 lavoratori irregolari e 8 operai completamente in nero.

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