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MUSICA/ Rava per i dieci anni del Young Jazz Festival

Young Jazz Festival compie dieci anni e per la prossima edizione (Foligno, 17-25 maggio) prova a coniugare la freschezza della gioventù con la maturità di una manifestazione ormai affermata e patrocinata da Umbria Jazz. Il nome più importante del cartellone è quello di Enrico Rava, che sarà anche un settantaquattrenne, ma tra i membri dell’elite del jazz italiano è stato sempre quello più attento alle nuove leve. E infatti Rava porterà il suo «new quartet» con una nidiata di talenti emergenti. Si scende di molto, anagraficamente, con il duo Gianluca Petrella – Giovanni Guidi, legati al festival per avervi svolto anche le funzioni di direttore artistico. Il loro progetto «SoupStar» sarà aperto alla partecipazione di ospiti speciali. Una proposta curiosa e divertente è quella a nome di Bobo Rondelli con L’Orchestrino, una brass band un pò folle che sotto le sonoirità della tipica street band nasconde un mix molto colto che va dal jazz alla canzone d’autore. Il resto del programma del festival, illustrato oggi a Perugia, conserva il senso di voler esplorare le nuove strade del jazz e le innumerevoli diramazioni che hanno preso il via dalla tradizione della musica afroamericana, e non stupisce che assieme a formula ortodosse fuoriescano contaminazioni con dj, strumentazioni elettroniche, live sampling, rap ed effetti speciali vari. Tra gli altri, si segnalano Kenny Wollesen (batterista e vibrafonista del giro di John Zorn), il sassofonista americano Dan Kinzelman, il trio di Jakob Bro con il bassista americano Thomas Morgan ed il batterista scandinavo, Jon Christensen (fece parte del quartetto «europeo» di Keith Jarrett e dei primi esperimenti di Jan Garbarek per Ecm), la cantante Carla Bozulich, il trio del sassofonista Cristiano Arcelli, il trio Sao Paulo Underground. Un tratto essenziale dell’identikit di Young Jazz Festival è l’impegno sociale che si è tradotto soprattutto nel progetto «jazz community» di cui LiberOrchestra è una sorta di punto di arrivo: l’incontro tra la musica, il jazz in particolare, e la disabilità attraverso la creazione spontanea di un processo creativo. Il singolare laboratorio torna con una nuova performance diretta da Giovanni Guidi. Impegno sociale riversato anche nell’attenzione per l’ ambiente, e si ascolterà, per promuovere la raccolta ed il riciclo del vetro, un insolito concerto di sole percussioni (Michele Rabbia e la band Tetrakis) su strumenti ricavati dal vetro e tutti inventati per l’occasione. Per finire, una anteprima del trio di Manuel Magrini per festeggiare il Giro d’Italia che farà tappa a Foligno, e una app scaricabile gratuitamente con cui verrà annunciato un concerto a sorpresa per la giornata conclusiva del festival.

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