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SICILIA/Il “Crocetta bis” getta nel caos la maggioranza

Il Crocetta bis alla Regione Sicilia, partorito poco prima della mezzanotte di ieri con sei nuovi innesti e sei riconferme, getta subito nel caos la maggioranza. Il Pd è spaccato. Con i cuperliani, guidati dal segretario regionale Fausto Raciti, che non hanno dato copertura politica al rimpasto e sono pronti a dare battaglia nel partito contro ‘renziani’ e area dem, che hanno consentito al governatore della Sicilia di procedere con la nuova giunta. Ma, soprattutto, a sfidare il presidente all’Assemblea regionale. Ed acque agitate ci sono anche nell’Udc, con una parte del partito che non ha gradito la riconferma dell’assessore Patrizia Valenti vicina al presidente Gianpiero D’Alia che però minimizza le fibrillazioni, e in Articolo 4, che ha incassato un solo assessorato anziché i due richiesti e che si aspetta a questo punto una delega pesante. Altrimenti c’è chi nel partito mette in dubbio l’appoggio al governo. Una situazione esplosiva che non preoccupa il governatore: «Di fronte alle riforme, i numeri all’Assemblea ci saranno», è sicuro Crocetta. E forte dell’accordo con renziani e area dem, mostra i muscoli: «A questo punto siamo maggioranza nel partito». All’assemblea regionale, invece, la musica sarà differente assicura Raciti: «Crocetta faccia bene i suoi calcoli». Il contraccolpo dell’accelerazione è pesante, il Pd rischia di ripiombare nella «guerra» tra correnti, proprio quello che non voleva Raciti eletto col compito di ricompattare un partito lacerato. Dopo avere annullato la direzione regionale di oggi, il segretario siciliano domani volerà a Roma, tentando di portare il «caso Sicilia» in direzione nazionale dove peraltro all’ ordine del giorno ci sono le candidature alle europee, altro terreno di scontro tra Crocetta e cuperliani. Al Nazereno ci sarà anche il governatore, sicuro di avere ormai la sponda della segreteria nazionale e di parlare la stessa lingua di Renzi, almeno nei rapporti con le anime del partito. Ma lo scoglio dei «cuperliani» appare comunque difficile da superare: considerano la svolta di Crocetta «un atto di rottura unilaterale nei confronti del segretario regionale e del partito siciliano». «Un gesto improvvisato e irresponsabile che, spaccando i partiti della maggioranza, rischia di far sprofondare la Sicilia in un pantano politico», sostengono i dirigenti alla fine di una riunione incandescente. I numeri all’Assemblea, del resto, sono dalla loro parte: i deputati regionali dell’area Cuperlo sono 9 su 18, ma a questi potrebbero unirsi anche alcuni «malpancisti» delle aree Renzi e Dem, che non avrebbero gradito la gestione della partita da parte dei leader d’area. Quali effetti potrà avere questa spaccatura nel gruppo Pd, il più numeroso all’Ars, non è ancora chiaro: ma c’è chi non esclude conseguenze sugli assetti del gruppo e sulla tenuta della maggioranza in aula. Il primo effetto sicuramente s’è avuto oggi, con il disegno di legge pagamenti e la manovra bis rimaste al palo in commissione Bilancio all’Ars, ormai ferma da due settimane proprio per la crisi politica: provvedimenti attesi dalle imprese che vantano crediti con la pubblica amministrazione in Sicilia per quasi 900 milioni di euro, e da 30mila dipendenti di enti e consorzi regionali, senza stipendio dall’inizio dell’anno.

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