| categoria: attualità, primo piano, sanità

Fecondazione, Corte Costituzionale boccia divieto eterologa

Finiscono i “viaggi della speranza”. Dieci anni per smontare pezzo per pezzo la legge 40 sul divieto di ricorrere ad un donatore esterno di ovuli o spermatozoi. Cade l’ultimo paletto legislativo

Il divieto di fecondazione eterologa è incostituzionale. Lo ha stabilito la Corte Costituzionale che ha dichiarato l’illegittimità della norma della legge 40, che vieta il ricorso ad un donatore esterno di ovuli o spermatozoi nei casi di infertilità assoluta.

Dopo aver affrontato la questione della conservazione degli embrioni, della diagnosi preimpianto e del numero di embrioni da impiantare nell’utero materno, per la seconda volta la Corte era stata chiamata a giudicare la legittimità costituzionale di quella che è stata definita, dagli avvocati difensori delle coppie, la norma ‘simbolo’ della legge 40, cioè il divieto di fecondazione eterologa.

Nel maggio 2012 la Corte costituzionale decise di restituire gli atti ai tribunali rimettenti, per valutare la questione alla luce della sopravvenuta sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo sulla stessa tematica.

Dopo dieci anni di sentenze, che di fatto l’hanno smontata pezzo per pezzo, cade oggi il “mattone” piu’ importante della legge 40 sulla fecondazione assistita: il divieto di fecondazione eterologa, cioe’ con gameti di donatore esterno alla coppia. La Corte Costituzionale ha infatti giudicato illegittimo il divieto, accogliendo i ricorsi presentati dai tribunali di Milano, Firenze e Catania, sollecitati a loro volta dai ricorsi di altrettante coppie sterili. “La sentenza di oggi – hanno commentato Filomena Gallo e Gianni Baldini, legali del procedimento di Firenze, i primi a sollevare il dubbio di legittimita’ costituzionale sull’eterologa – ha valore di legge e non e’ oppugnabile. Da oggi non potra’ mai piu’ essere emanata dal Parlamento una legge che prevede il divieto di fecondazione di tipo eterologa.

Tale decisione vale per tutti i cittadini italiani che hanno problemi di sterilita’. nessun vuoto normativo, ma con la legge 40 cosi’ modificata garanzie per i nati e per le coppie”. Piu’ prudente il commento del ministro della Salute Beatrice Lorenzin: “L’introduzione della fecondazione eterologa nel nostro ordinamento e’ un evento complesso che difficilmente potra’ essere attuato solo mediante decreti”, ha spiegato. “Sono questioni che non si puo’ pensare di regolare con un atto di tipo amministrativo ma necessitano una condivisione piu’ ampia, di tipo parlamentare. Alla luce delle motivazioni della Consulta – ha concluso – al piu’ presto comunicheremo la “road map” per l’attuazione della sentenza”.

Esulta il mondo dei centri italiani che attuano la procreazione medicalmente assistita: per il Cecos Italia la sentenza e’ “una svolta dopo dieci anni di dolore”, mentre il ginecologo Severino Antinori, uno dei “padri” della fecondazione assistita in Italia, si dice “pronto fin da subito” a praticare l’eterologa nel suo centro di Milano: “Mai piu’ ‘viaggi della speranza’ all’estero”. Di tutt’altro tenore il commento lapidario della Pontificia Accademia per la Vita: la sentenza della Consulta desta “sconcerto e dispiacere”, lanciando l’allarme sui rischi di una futura “selezione riproduttiva”.

Ti potrebbero interessare anche:

Roma, auto in fuga sulla folla, è caccia ai due rom
Il funerale del Padrino de noantri diventa un caso politico
TERREMOTO/ Cento miliardi per mettere in sicurezza gli edifici di tutto il paese
Vento sferza l'Italia, raffiche a 100 chilometri orari: alberi caduti interrotti i collegamenti nava...
DIETRO I FATTI/ Perché Macron si è sbrigato a ricucire lo strappo
Genova, crolla il ponte sull'A10. Auto schiacciate . «Decine di morti»



wordpress stat