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Rifiuti, il ministro dell’Ambiente vuol far requisire gli impianti di Cerroni

Il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti ha indicato oggi la possibile requisizione degli impianti di trattamento dei rifiuti del Consorzio laziale rifiuti (Colari), società privata al centro di un’inchiesta della magistratura, come soluzione per evitare che la Capitale si trovi ad affrontare una emergenza-immondizia entro la fine di maggio.

Dopo aver incontrato il sindaco di Roma Ignazio Marino e il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, il ministro Udc ha parlato della “possibilità di requisizione in uso delle infrastrutture sottoposte a misure cautelari”.

La questione riguarda l’inchiesta della Procura di Roma che ha portato, nel gennaio scorso, all’arresto di Manlio Cerroni, anziano imprenditore considerato il re dei rifiuti di Roma, nei cui impianti viene trattata circa metà dell’immondizia prodotta nella Capitale, i cui scarti di lavorazione vengono poi inviati in discariche del Nord Italia.

Cerroni, alcuni suoi collaboratori e funzionari e politici locali sono accusati di associazione a delinquere per traffico di rifiuti, truffa e altri reati.

I tre impianti di trattamento che fanno riferimento a Cerroni sono stati sottoposti nel gennaio scorso a un provvedimento di interdizione in seguito all’inchiesta. Per evitare che la raccolta dei rifiuti si bloccasse, il sindaco di Roma Ignazio Marino ha firmato un’ordinanza che consente di trasportare per tre mesi l’immondizia negli impianti. Il Comune però ha contemporaneamente cessato i pagamenti – secondo una fonte del Colari si tratta di 6,5 milioni al mese – in base a un’intepretazione della norma sull’interdizione, peraltro contestata dai legali di Cerroni.

Il congelamento dei pagamenti rischia di provocare a sua volta il blocco degli stipendi ai lavoratori degli impianti (un centinaio) e anche lo stop al trasporto degli scarti di lavorazione nelle discariche.

E’ stato lo stesso sindaco Marino, nei mesi scorsi, a paventare il rischio di una nuova emergenza rifiuti per la Capitale senza interventi del governo.

Le prossime festività e la cerimonia di canonizzazione dei pontefici Giovanni Paolo II e Giovanni XXIII, con l’attesa a Roma il 27 aprile di centinaia di migliaia di pellegrini, rischiano già di sovraccaricare il delicato sistema di smaltimento dei rifiuti.

Sembra invece esclusa la possibilità di nominare un nuovo commissario straordinario all’emergenza rifiuti. L’ultimo, il prefetto Goffredo Sottile, è indagato dalla Procura con l’accusa di aver favorito le operazioni di Cerroni.

E sempre secondo la magistratura, è stata proprio la dichiarazione di emergenza per la questione dell’immondizia romana – la città ne produce circa 1,8 milioni di tonnellate l’anno, in calo rispetto agli anni scorsi – a favorire il monopolio di fatto di Cerroni, proprietario della più grande discarica d’Europa, quella di Malagrotta, chiusa nel settembre scorso dopo l’apertura di una procedura d’infrazione da parte della Ue.

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