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Atac, mobilità in arrivo per trecento dipendenti

Oltre 300 amministrativi di Atac (312), Atac Patrimonio (8) e Ogr (3) strutturalmente in esubero messi in mobilità. “Non per essere licenziati”, ma per andare a svolgere i compiti “più utili per le aziende e per la città” di controllori sui bus e vigilantes nelle stazioni delle metropolitane. Le lettere sono partite stamattina dai rispettivi amministratori delle società, che hanno avvertito anche i sindacati dei lavoratori. “In Atac ci sono 1.190 amministrativi più altri 248 di staff, ed è notizia di oggi che sono partite oltre 300 richieste di mobilità”, ha detto l’assessore capitolino alla Mobilità, Guido Impota, intervenendo ai microfoni di Radio Radio. “Non vogliamo licenziare nessuno ma, considerando che il decreto Salva Roma prefigura anche una mobilità interaziendale, io mi accontenterei che queste persone accettassero di cambiare lavoro rimanendo comunque in Atac, perché abbiamo bisogno di maggiore controllo sui bus e vigilanza nelle stazioni della metro”. “All’azienda – ha concluso Improta – conviene che queste persone possano svolgere attività diverse dal mero lavoro amministrativo, che è necessario e importante ma l’organico attuale è ipertrofico, troppo pieno di queste figure”.

La Cgil, intanto, ha chiesto maggiore chiarezza: “Le lettere recapitate alle organizzazioni sindacali parlano di mobilità per 323 dipendenti, non parlano di altro. Troveremo sicuramente il modo di andare a confrontarci, per ora ci sembra che l’azienda abbia fatto una fuga in avanti, anche perché se serviva davvero maggiore operatività per i controlli sui bus, si poteva utilizzare già lo strumento del contratto nazionale, che prevedeva l’uso ‘promiscuo’ delle figure professionali” dice Marco Capparelli segretario regionale Filt Cgil. Interpellato sulle dichiarazioni odierne dell’assessore, Capparelli continua: “Pretendiamo di capire adesso esattamente cosa intendono fare con questi amministrativi. Ci sentiamo rassicurati dalle dichiarazioni dell’assessore che ha detto che non si vuole licenziare nessuno, ma vogliamo un chiarimento formale e l’individuazione di un percorso che metta in sicurezza anche questo lato dell’azienda”.

Sulla vicenda è interventuta anche Micaela Quintavalle, leader del movimento degli autisti “CambiaMenti M410”: “Sono d’accordissimo ad aumentare le figure dei verificatori sui bus che ad oggi essendo solo 75 su tutta Roma non riescono a svolgere con serenità il loro lavoro, subendo anche vituperi continui. Auspico che non sia all’orizzonte alcun licenziamento, ma ben venga la riorganizzazione del lavoro”. Quintavalle aggiunge: “Abbiamo raccolto già 2.000 firme e non ci fermeremo, per chiedere all’azienda Atac, al sindaco Marino e all’assessore Improta che tutte le figure sindacali lavorino anche la domenica e i giorni festivi, cosa che solo nel settore gommato non avviene. Questo significherebbe un incremento significativo del servizio in tali giorni per la cittadinanza, perché si tratta di oltre 300 operatori in Atac”.

Improta è però intervenuto a tutto tondo sulla Mobilità, a cominciare dall’idea del sindaco Ignazio Marino dell’accesso sui bus solamente dalla porta anteriore come misura anti-furbetti. “L’ipotesi del controllo da parte dell’autista lo potremmo realizzare, ma solo su quelle linee che hanno un coefficiente di riempimento un po’ più basso. Pensate a cosa potrebbe succedere sul 64, che va da Termini a San Pietro attraversando zone con molto traffico e trasportando moltissimi passeggeri: i tempi di percorrenza sarebbero infiniti”. Insomma, ha concluso l’assessore, “Atac serve una zona molto vasta e non c’è una panacea unica, dobbiamo studiare delle misure per ogni tipologia di servizio e per ogni area”.

Bocciato anche il ritorno della figura del bigliettaio sul bus. “C’è stata anche una mozione approvata a larghissima maggioranza in Consiglio comunale, il problema è che si scontra con la sostenibilità economico-finanziaria. Noi dobbiamo ridurre il numero dei dipendenti e comunque valorizzarli, e quello che faceva Aldo Fabrizi nelle pellicole degli anni ’50 sarebbe una figura non al passo coi tempi, dato che la stessa funzione può essere assolta con l’uso delle nuove tecnologie: è possibile mettere in corrispondenza delle porte di accesso ai bus dei lettori che segnalano se la persona che sta salendo è dotata o meno del titolo di viaggio”. Cosa diversa, ha proseguito Improta, “è aumentare il controllo sulle linee bus a maggiore frequentazione”.
E ancora: “Una gara per la privatizzazione di Atac avrebbe bisogno di una pubblica amministrazione in grado di garantire il corrispettivo del contratto per un certo numero di nni, cosa che nessuna amministrazione è in grado di assicurare in questo momento. Le gare fatte a Torino piuttosto che a Parma, che sono comunque in condizioni diverse, sono andate deserte, quindi sgomberiamo il campo da opzioni che non possono essere attuate. Ci sono altre vie per rendere più efficace il tpl”. ha detto Improta.

L’assessore è poi tornato sull’ordinanzaNCC. “Per rendere più difficile la vita agli Ncc autorizzati non dal Comune di Roma ma da altre realtà, anche molto lontane. La sta completando il Gabinetto del sindaco, in particolare la delegata alla Sicurezza, Rossella Matarazzo, che si è impegnata a terminarla entro fine mese: la solleciterò affinché non consumi tutto il tempo”. A Fiumicino arriverà anche la Ztl, con qualche settimana di ritardo però- “Stiamo intervenendo all’aeroporto di Fiumicino, ci sono stati dei ritardi da parte di Adr per l’omologazione delle telecamere e speravamo di partire entro Pasqua, ma a maggio prenderanno vita le zona a traffico limitato e controllato, con telecamere a presidio di una delle porte d’accesso più importanti di Roma dove oggi gli abusivi fanno strage di turisti non rendendo un servizio e penalizzando l’immagine internazionale della città” ha annunciato Improta.Infine, l’assessore si è soffermato sulla mobilità privata e sull’inquinamento “insostenibile” per Roma definendo “anche le misure delle targhe alterne ormai inutili”. Per Improta quella delle targhe alterne “è una misura che deve trovare un nuovo sviluppo. Sono previste per legge ma non sono più la risposta all’emergenza ambientale. Noi dobbiamo proporre ai cittadini un modello trasportistico diverso, rilanciando e riorganizzando il tpl, riducendo la mobilità privata e fornendo delle alternative di trasporto, come il car sharing”. Proprio per quanto riguarda il car sharing, “noi ci siamo preoccupati di portare a Roma tre grandi operatori di livello internazionale: uno è Car2Go, che ha già cominciato a lavorare con le Smart, a breve seguiranno delle Fiat 500 portate dall’operatore Enjoy e infine arriverà un terzo operatore che lavorerà solo con vetture elettriche”. “Entro l’autunno- ha concluso Improta- arriveremo ad avere 1.200 autovetture che potranno essere usate da coloro che si saranno iscritti a questo modello di trasporto alternativo”.

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