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Il governo: nessun blocco di contrattazione nel settore pubblico

Muro del governo a difesa del Def, a cominciare dal presidente del consiglio, Matteo Renzi. “Per la prima volta si restituisce invece che prendere, per la prima volta facciamo una manovra che taglia e restituisce i soldi. In molti non sono abituati ma è bene che se ne facciano una ragione perchè per i prossimi anni sarà così”, afferma il premier escludendo una manovra bis.

Intanto il Tesoro interviene con una nota sui contratti del pubblico impiego: Nel Documento di Economia e Finanza 2014, sostiene, “non è contenuto, e non potrebbe esserlo, alcun riferimento a ipotesi di blocco di contrattazione nel settore pubblico. Le notizie in merito apparse sulla stampa non hanno alcun fondamento”.

Critiche al Def vengono dal presidente della commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano: “Non ha senso prevedere un aumento netto mensile di 80 euro per i lavoratori dipendenti a partire dal prossimo maggio e, contemporaneamente, bloccare i contratti dei pubblici dipendenti fino al 2020: con una mano si dà e con l’altra si prende. Si tratta di lavoratori, occorre ricordarlo, che hanno già subito per anni lo stop agli aumenti retributivi. Con la sola indennità di vacanza contrattuale non si difende sicuramente il potere d’acquisto delle buste paga dall’inflazione”. “Il blocco del turnover per i dipendenti pubblici, fino al 2017 – prosegue l’ex ministro del Lavoro – come si concilia con la proposta del ministro Madia sul prepensionamento di questi lavoratori che dovrebbero essere parzialmente sostituiti dall’ingresso dei giovani? Senza turnover non è possibile nessuna ‘staffetta generazionale'”.

Proteste vengono anche dal sindacato della scuola della Cgil (Flc): “A fronte della decisione del Governo di non rinnovare i contratti nei settori pubblici – afferma il numero uno dell’organizzazione, Mimmo Pantaleo – è ora di passare alla mobilitazione unitaria di tutti i comparti pubblici”.

Intanto si registra un nuovo intervento del Fmi: ”I tagli alla spesa e alle tasse in Italia -devono essere permanenti e non una tantum”, afferma Aasim Husain, del Dipartimento europeo del Fmi. “Accogliamo con favore l’enfasi” sulla riforma del mercato del lavoro, a un primo esame ”rapido” il Def sembra positivo, con il riequilibrio dei conti che è “essenziale” per la crescita.

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