| categoria: editoriale, Il Commento

Servono soluzioni radicali, stop ai cortei

Se lo Stato non sa tutelare il cittadino, se no sa tutelare se stesso, meglio cercare soluzioni radicali. Stop ai cortei nella capitale. Per un anno, tanto per dare il segno, per far sentire il peso di una autorità che va ristabilita. Il principio è quello della legalità, del rispetto della legge e insieme dei diritti. La Costituzione riconosce il diritto di manifestare, non di danneggiare gli altri. Dice che si può e si deve manifestare, ma non dice dove. E allora si riservino alle manifestazioni, ai cortei, spazi periferici, marginali. Dove chiunque possa esprimersi liberamente senza recare danno ad altri. Non è mica necessario sfilare a via del Corso, il peso della folla, della massa che protesta, può essere importante lo stesso. Per i numeri, per le rivendicazioni, per il tono della protesta. A fianco di questa indicazione, tolleranza zero per il resto. Per chi esce dal seminato, per chi viola le regole nessuna pietà. sanzioni pesantissime e immediate. Chi usa la violenza e prevarica deve essere certo di pagarla cara. Terzo punto. Gli organizzatori dei cortei devono essere responsabili in solido di ciò che accade, delle violenze, dei danneggiamenti, dell’immondizia lasciata per terra e devono lasciare anticipatamente una caparra all’amministrazione. Sindacati o movimenti o partiti. Forse a queste condizioni qualcosa cambierebbe sostanzialmente. Renzi avrà il coraggio di fare qualcosa di simile?

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