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Cottarelli difende la spending review, obiettivo possibile

Difende i tagli alla spesa e spiega che a settembre, con la Legge di Stabilità, ci sarà uno ‘step’ in più: la riorganizzazione (e il possibile taglio) delle strutture periferiche dello Stato. Gli obiettivi della spending sono comunque «possibili» anche senza procedere ai ‘famigeratì tagli lineari. Il commissario straordinario alla Spending review, Carlo Cottarelli, spesso negli ultimi giorni al centro di polemiche per aver, dicono i suoi detrattori, indicato un menù troppo ampio di tagli, difende le sue scelte e spiega di aver fornito solo una ‘spuntà dei titoli. Non le decisioni politiche che comunque non dipendono da lui ma dal governo. Così durante l’audizione sul documento di economia e finanza (il Def) davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato spiega la sua posizione. Anche perchè gran parte delle misure indicate dal Governo (a partire dal taglio dell’Irpef) fondano la loro copertura proprio dai tagli alla spesa pubblica. Le riforme di riorganizzazione della presenza territoriale dello Stato – ribadisce Cottarelli – «sono cose che richiedono un ulteriore lavoro e approfondimenti nel corso dell’estate. Ma dovrebbero essere pronte per la legge di stabilità per il 2015 e 2016». Poi il commissario spiega come è andato il suo lavoro (più volte si è parlato di ‘frizionì con il premier, Matteo Renzi): «non tutto è stato recepito: alla fine si tratta di scelte politiche. Io ho solo fornito la scelta tra le diverse possibilità. Ma gran parte delle raccomandazioni si trovano nel Def». Cioè comunque la sua ‘sceltà è stata in larga parte recepita. E ad esempio, non c’è nel documento il taglio alle pensioni che lui però, data l’entità del capitolo, non poteva certo ignorare. In ogni caso per Cottarelli «gli obiettivi della spending review sono fattibili anche se richiedono notevole impegno». Infatti il commissario conferma le cifre segnate nero su bianco nel Def: 4,5 miliardi per 2014, 17 miliardi nel 2015, 32 miliardi nel 2016. E i 32 miliardi sono «cifra lorda. Poi bisogna vedere le singole misure. Mentre i 4,5 miliardi è l’impatto sull’ indebitamento netto. Io infatti avevo parlato di 7 miliardi». Sui tempi la revisione della spesa, spiega Cottarelli, «procede secondo il programma stabilito» a novembre scorso e che prevede tre fasi. «La prima fase si è conclusa con le raccomandazioni che ho inviato al comitato interministeriale l’11 marzo. La seconda fase inizierà a maggio e proseguirà in estate con le riforme cosiddette di riorganizzazione, per esempio della presenza territoriale dello Stato». Si tratta di «cose che richiedono ulteriore lavoro e approfondimenti nel corso dell’estate, ma che dovrebbero essere pronte come input per la legge di stabilità». La terza fase infine riguarda «la trasformazione della revisione della spesa da procedura ad hoc a parte integrante della preparazione del bilancio dello Stato. Un bilancio volto non solo a stanziare soldi, ma orientato all’output, alla performance e ai risultati». E tra le cose da affrontare la sanità (tagliare le spese troppo alte ed ‘evitabili), la sicurezza (serve un maggior coordinamento) e la privatizzazione anche per le partecipate locali.

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