| categoria: turismo

Spirito, arte e cibo lungo la Via di Francesco

Spiritualità, ambiente, paesaggio, natura, storia, arte, cultura, cibo: si toccano vari aspetti, ispirati a una vita più autentica, andando alla scoperta del percorso della «Via di Francesco» e del patrimonio materiale e immateriale presente sul territorio dell’Umbria. Attraversato da un cammino che si sviluppa da nord a sud per 270 chilometri divisi in 16 tappe. Il tutto in uno spirito di accoglienza e di umana cordialità proprio dei valori della francescanità, grazie ai quali vengono accolte le migliaia di pellegrini-turisti che ogni anno percorrono questa sorta di Cammino di Santiago tutto italiano. Sono sempre di più, infatti, i «turisti dello spirito» che scelgono questo tipo di vacanze, di soggiornare in monasteri, eremi, case d’accoglienza e di visitare musei santuari e conventi. L’itinerario, da percorrere a piedi o in bicicletta, collega La Verna a Greccio e in particolare tra loro alcuni luoghi che testimoniano la vita e la predicazione del Santo di Assisi. Tra le colline ricoperte di boschi e valli coltivate si possono percorrere sentieri, mulattiere e strade secondarie, scoprendo i piccoli centri e le cittadine dell’Umbria dove è transitato Francesco e dove ha vissuto gli episodi fondamentali della sua biografia. Punto focale della «Via di Francesco» è naturalmente Assisi, cuore dell’itinerario e meta del cammino. Con l’Eremo delle Carceri, antico luogo di eremitaggio e luogo di pace e silenzio dove il giovane Francesco si ritirava in meditazione. Ed inoltre, gli altri luoghi che ispirarono il suo messaggio di ricerca di armonia tra l’uomo e il Creato: la Basilica di Santa Maria degli Angeli, la Porziuncola e la Cappella del Transito, la Basilica di San Francesco e la chiesa di San Damiano. Il percorso del Nord per raggiungere Assisi parte dal santuario de La Verna, al margine meridionale del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, e le tappe per arrivare a destinazione sono Citerna, Città di Castello, Pietralunga, Gubbio, Biscina, Valfabbrica, Perugia. Il percorso del sud inizia invece da Greccio nella Valle Santa reatina e attraversa Piediluco, Arrone, Ceselli, Spoleto, Poreta, Trevi, Foligno, Spello. Al servizio della «Via di Francesco» c’è la struttura Umbria & Francescòs Ways, primo consorzio in Italia interamente dedicato al turismo spirituale e nato per creare una vera e propria cultura del pellegrinaggio, esperienza che appartiene alla natura di questi territori. Attiva dal 2011 questa nuova realtà imprenditoriale (creata grazie ad un progetto cofinanziato dalla Regione Umbria) è costituita da un centinaio di aziende ricettive e ristorative lungo il percorso. L’attività del consorzio è di tipo promozionale, tramite specifici pacchetti studiati per le diverse tipologie di turista: pellegrino, trekker, cicloturista, turista a cavallo, gruppi giovanili. Uno dei servizi, ideati appositamente per accogliere il turista, è quello del «Menu del pellegrino», un vero e proprio «pranzo al sacco» che, a partire dal 2015, le strutture ricettive lungo la «Via di Francesco» potranno consegnare ai moderni pellegrini che si avventurano lungo il percorso. Obiettivo, quindi, è quello di far assaggiare i prodotti di «filiera corta» caratteristici dell’Umbria a chi viene a scoprire questi territori, per far conoscere le tradizioni alimentari e lo stile di vita dei pellegrini di una volta. Il progetto si fonda perciò su un’indagine storica circa l’alimentazione nel Medioevo, con particolare riferimento ai regimi alimentari delle classi più povere delle popolazioni cui si ispirava lo stile di vita dei pellegrini, sostenuti dall’accoglienza caritatevole di monasteri e ospitali. Le «ricette» saranno tutte realizzate grazie a prodotti locali innovativi provenienti da aziende a chilometri zero attente all’alto valore culturale, nutrizionale, salutistico ed ambientale, con un primo paniere di prodotti caratterizzati dai concetti di «sano, tipico, etico e buono». Si può infatti trovare nel «menu» la patata rossa di Colfiorito, il tartufo bianco di Pietralunga, l’olio di Trevi, i caprini di Cascia, la fagiolina del Lago Trasimeno, i vini di Todi e dell’orvietano, i salumi della norcineria di Norcia, il farro e la lenticchia di Castelluccio, l’acqua di Nocera Umbra e così via. Il «Menu del pellegrino» vuole anche essere un modello alimentare di riferimento al di fuori del contesto spirituale, esportabile in tutti i territori interessati alla tematica culturale-religiosa connessa con la pratica del pellegrinaggio. Come un utile strumento per percorrere l’itinerario della «Via di Francesco», facendone quindi scoprire tutte le peculiari caratteristiche, c’è anche una guida tradotta pure in lingua tedesca, spagnola e inglese, «La Via di Francesco», pubblicata dalle Edizioni San Paolo e realizzata da Monsignor Paolo Giulietti e Gianluigi Bettin. Negli ultimi due anni sono state oltre 10 mila le persone che hanno percorso l’itinerario.

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