| categoria: sanità

Dimessa dopo il parto, muore dopo 10 giorni

Lo scorso 2 aprile aveva dato alla luce Francesco all’ospedale Maria Vittoria di Ivrea (Torino). Diventata madre per la seconda volta. Angela Giannone, 35 anni, di Venaria (Torino), era raggiante. Sfinita dalla gravidanza, dal travaglio e dal parto, ma felice. È morta, improvvisamente, l’altro pomeriggio. «Svengo, svengo», ha detto con un filo di voce alla madre. S’è accasciata sul divano. Nel giro di cinque, sei minuti, il suo cuore ha smesso di battere. E ora, su questa fine, c’è l’ombra di un sospetto. La Procura di Ivrea ha aperto un’inchiesta, perché la donna, dopo le dimissioni, aveva gambe e piedi sempre più gonfi. Aveva confessato alle amiche di aver chiesto un parere al medico, ma di essersi sentita dire: «Aspettiamo, passerà». Quale medico? Ora il fascicolo sulla vicenda è sul tavolo del pm Giuseppe Drammis, che ha ordinato l’autopsia.

L’esame autoptico servirà a chiarire se la donna sia rimasta vittima di complicazioni post-parto sottovalutate da qualcuno. I giorni successivi alle dimissioni dal Maria Vittoria sembravano scivolare via tranquilli: «Come quando era nata Miriam, la primogenita, quattro anni fa – ricorda il marito, Fabrizio Romboli -. È stato un parto naturale ma faticoso perché Francesco pesava 4 chili e due etti». Anche l’elettrocardiogramma prima di entrare in sala era regolare. Ma qualcosa di non previsto potrebbe essere accaduto dopo il parto.

In reparto, a preoccupare la neomamma e il marito era un gonfiore ai piedi. «Erano gonfiati parecchio – conferma il marito – ma non abbiamo dato molto peso alla cosa, anche perché Angela sdrammatizzava: “Come è venuto passerà». A casa Angela allatta Francesco al seno, sempre molto stanca, sfiancata. «La notte restava quasi sempre sveglia per dare il latte al bimbo», dice il marito.

Lo scorso fine settimana la famiglia aveva deciso di trascorrere due giorni nella frazione Gatto di San Martino Canavese, dove i genitori di Fabrizio possiedono una casa. Doveva essere una giornata di relax per Angela. Che però, intorno alle 13,45, comincia ad accusare un dolore al petto. «Abbiamo iniziando a pranzare, ha assaggiato qualche antipasto, poi ha cominciato a lamentarsi: “Non sto bene”», racconta sempre il marito. Questione di minuti: Angela allontana il neonato dal seno, lo affida a nonno Filippo. Poi cade sul divano, perde i sensi tra i famigliari disperati che cercano di rianimarla.
«Mi è morta tra le braccia», racconta il papà di Angela. Una storia su cui si dovrà cercare di far luce per accertare le responsabilità

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