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L’affare si complica, Dell’Utri in ospedale. E tutti gli atti del processo dovranno essere tradotti in arabo

Si complica l’affare Dell’Utri. L’ex senatore di Forza Italia ha lasciato la sede del Comando della polizia a Beirut, dove era detenuto da sabato, ed e’ stato ricoverato presso l’ospedale Al Hayat. Il trasferimento in ospedale di Dell’Utri, che ha 73 anni e in passato è stato sottoposto a diversi interventi chirurgici al cuore, è stato disposto dal procuratore generale presso la Corte di Cassazione, che segue il suo caso. L’alto magistrato ha preso la decisione sulla base di un referto stilato da un cardiologo che ha visitato Dell’Utri nel centro di detenzione e ha ritenuto necessario un monitoraggio continuo, anche se le sue condizioni non destano preoccupazioni. “Il ricovero – ha detto il suo avvocato libanese – e’ stato deciso solo per “ragioni umanitarie” che nulla hanno a che vedere con la procedura di estradizione richiesta dall’Italia”. Non vi sono, invece, novita’ sul piano giudiziario. “Che io sappia – ha detto il legale – la richiesta documentata di estradizione non e’ ancora arrivata dall’Italia”. E qui arrivano le nuove difficoltà. Secondo indiscrezioni, tutti gli atti del processo dovranno essere tradotti in arabo. E bisogna ricordare che la convenzione tra Libano e Italia prevede che se entro 30 giorni il paese richiedente non fa pervenire i documenti necessari all’estradizione all’arrestato deve essere restituita la libertà. Evento che potrebbe avvenire comunque anche in presenza di una condanna dei supremi giudici il prossimo 9 maggio (la data fissata per il rinvio) perché l’11 maggio scadono i termini e sarà complicato trasmettere tutta la documentazione necessaria e tradotta nel giro di poche ore. La Procura generale si è mobilitata per recuperare il materiale, che è vastissimo: non si tratterebbe infatti solo dell’ultima sentenza, che comunque è lunga circa 500 pagine, e di tutti i verbali delle udienze e delle deposizioni dei testi sentiti al processo di secondo grado, ma anche, secondo un’interpretazione del trattato di estradizione Italia-Libano, dei due verdetti precedenti (il primo del tribunale e la prima sentenza d’appello poi annullata dalla Cassazione). Una mole enorme di carte – si tratta di una vicenda giudiziaria di vent’anni – che verrà trasmessa in via Arenula e poi tradotta.
Dell’Utri, fermato in base a un mandato di cattura internazionale e su richiesta dei magistrati di Palermo, è stato portato in un nosocomio privato che ha una convenzione con l’esercito. L’ex parlamentare, condannato a 7 anni in secondo grado per concorso in associazione mafiosa e in attesa della sentenza della Cassazione, è piantonato dalla polizia e può incontrare solamente i familiari.”.

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