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VIOLENZA CONTINUA/ Sgombero palazzo occupato alla Montagnola, sei feriti. Bombe carta sotto Regina Coeli

Tensione nel quartiere della Montagnola dove è stato sgomberato di forza uno stabile occupato nei giorni scorsi durante la mobilitazione dei movimenti per il diritto all’abitare, che aveva portato al corteo di sabato scorso nella capitale. Gli occupanti sono saliti sul tetto e le forze dell’ordine sono arrivate sul posto in via Baldassarre Castiglione con diversi blindati. L’edificio, di proprietà dell’Inarcassa (la cassa degli architetti) era occupato da oltre 200 persone. Dopo qualche ora di trattativa con la polizia, la tensione è salita. Gli agenti stavano cercando di ‘circondare’ l’edificio dopo aver chiuso le vie di accesso alla strada quando i manifestanti che si sono raccolti nella zona lanciando anche contro le forze dell’ordine vari oggetti. Qualcuno ha staccato i rami dagli alberi vicini e a quel punto sono partiti diversi interventi di alleggerimento da parte di polizia e carabinieri tra via Ravà e via Baldassarre Castiglione. Sei persone sono rimaste ferite, tra cui Paolo Di Vetta, uno dei leader, una donna invece avrebbe una gamba fratturata e sul posto è arrivata un’ambulanza. Presenti anche i vigili del fuoco per spegnere il rogo appiccato a un cassonetto dei rifiuti. E sono arrivati anche rinforzi per le forze dell’ordine, con cinque blindati della Guardia di finanza. Decine di persone, intanto, si sono barricate all’ultimo piano e sulla terrazza del palazzo. Gli occupanti hanno esposto lo striscione ‘Il nostro piano casa: occupare tutto’, si oppongono e hanno sfogato la loro protesta suonando con stoviglie, aste e bottiglie e sui davanzali del palazzo, e urlando “Lotta dura, casa sicura”. “Vergogna, vergogna”, hanno continuato a ripetere i manifestanti che stanno fronteggiando con una catena umana le forze dell’ordine schierate davanti al palazzo occupato. “Questa è la risposta di questo Governo ai problemi sociali – hanno detto – Tutti sapevano che alle 14 sarebbero venuti i rappresentanti della politica in Municipio per un incontro e una soluzione sarebbe stata trovata, ma la polizia è voluta intervenire prima”.
Alle 14 infatti sarebbe previsto un tavolo di confronto presso il Municipio VIII per discutere della situazione abitativa a Roma. Al tavolo prenderanno parte Andrea Catarci, presidente Municipio VIII, Gianluca Peciola, capogruppo Sel in Campidoglio, Francesco D’Ausilio, capogruppo del Pd in Campidoglio, un rappresentante del Gabinetto del Sindaco di Roma e una delegazione dei movimenti per il diritto all’abitare. “Le questioni sociali non possono essere risolte con gli sgomberi di spazi occupati. E’ necessario riaprire il dialogo e la mediazione con i Movimenti – ha detto Peciola – Gli ultimi mesi hanno visto un forte aumento della conflittualità sociale nella nostra città. Il tema dell’emergenza abitativa sta assumendo tratti sempre più drammatici. Bisogna definire un programma straordinario per l’emergenza abitativa di Roma attraverso un tavolo di confronto permanente tra le istituzioni e le associazioni, i sindacati e i movimenti”.
Intanto è stato segnalato il lancio di due bombe carta davanti al carcere di Regina Coeli dove sono in corso gli interrogatori di garanzia dei quattro manifestanti fermati durante il corteo dei movimenti per il diritto all’abitare di sabato scorso. I manifestanti in presidio davanti al penitenziario hanno acceso alcuni fumogeni colorati e scandiscono cori per chiedere la liberazione degli arrestati. A presidiare la zona le forze dell’ordine in tenuta antisommossa.

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