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Facchino morto nello stabilimento Marcegaglia, sopraluogo di tre ore nell’azienda

Sopralluogo in mattinata di quasi tre ore allo stabilimento Marcegaglia di via Baiona a Ravenna, dove nella notte tra il 7 e l’8 aprile era stato trovato morto il facchino ravennate Lorenzo Petronici, 58 anni. Secondo i primi parziali risultati dell’autopsia, si era trattato di un trauma da schiacciamento legato a una diffusa compressione toracica e non un decesso provocato da un malore. Un incidente sul lavoro insomma, ragione per la quale il Pm titolare del fascicolo, Monica Gargiulo, ha incaricato l’ingegnere bolognese Mauro Albertini di determinare la dinamica dell’evento nell’ambito del quale l’uomo è stato presumibilmente schiacciato da un coil, enorme bobina di acciaio laminato. Oltre ai familiari del defunto, anche tre dei quattro indagati hanno individuato loro consulenti di fiducia. Si tratta degli ingegneri Bruno Piemontese e Domenico Mirri e del perito industriale Renzo Scarpa. A quel punto si sono trasferiti tutti – compresi gli esperti della Medicina del Lavoro dell’Ausl, il Pm e gli avvocati – in via Baiona (zona portuale) dove figura tuttora sotto sequestro il carroponte da cui operava il facchino morto, il coil che lo avrebbe schiacciato e la zona limitrofa. A metà settimana verrà eseguito un nuovo sopralluogo sul funzionamento della struttura, che poi potrebbe essere dissequestrata. Tra le quattro persone indagate in prima battuta dalla Procura, oltre al legale rappresentante del Gruppo (Antonio Marcegaglia, 51 anni di Mantova, difeso dall’avv.Ermanno Cicognani), ci sono il delegato alla sicurezza dello stabilimento (43 anni, di Bergamo, anche lui difeso dall’avv. Cicognani oltre che dal collega Carlo Nannini); il legale rappresentante della cooperativa Cofari per cui lavorava la vittima (56 anni, di Ravenna, difeso dagli avv.Francesco Manetti, Danilo Manfredi e Giorgia Toschi); il medico delegato alla visite mediche per i dipendenti Cofari (60 anni, difeso dagli avv.Maria Giulia Tarroni e Massimo Martini). La relazione ufficiale sull’autopsia verrà depositata dal medico legale bolognese Donatella Fedeli entro 40 giorni, mentre per quella cinematica ce ne vorranno 60. I familiari del defunto sono tutelati dagli avv.Lorenzo Valgimigli e Paola Bravi. Nei giorni scorsi l’unico tra gli indagati che ha finora scelto di non farsi rappresentare da consulenti, ovvero il medico delegato alle visite, in segno di protesta con l’iscrizione del suo nome sul registro degli indagati aveva affisso manifesti nei quali esprimeva la propria posizione anche nei confronti dell’Ausl: quest’ultima in proposito ha già manifestato la propria intenzione di tutelarsi nelle sedi opportune.

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