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Renzi, e adesso via il segreto dai documenti sulle stragi

Via il segreto dai documenti sulle stragi. Lo dice il premier Matteo Renzi in un’intervista a Repubblica. Dove garantisce aiuti imminenti alle famiglie e agli anziani e promette, nella sua lotta alla burocrazia, anche “l’identità digitale per tutti” entro un anno. Il presidente del Consiglio si dichiara convinto che «questa legislatura durerà fino al 2018, anche Berlusconi lo sa» e conclude: «In ogni caso nel nostro paese sta tornando la speranza. Adesso se riusciamo a sbloccare l’incantesimo, accadrà una cosa straordinaria: in Europa torna l’Italia autorevole e combattiva. A quel punto ci divertiremo». Questa mattina il presidente del Consiglio ha assistito al tradizionale e secolare “scoppio del carro” di Pasqua sul Sagrato della Cattedrale di Santa Maria del Fiore a Firenze dove una colombina (finta) viene lanciata contro un carro davanti alla chiesa affinché esploda e sia di buon auspicio. Renzi è arrivato pochi minuti prima della partenza della colombina insieme alla moglie Agnese e ai figli, prendendo posto a poca distanza dal portone di ingresso del Duomo. Poi Renzi è entrato in cattedrale per assistere alla Messa pasquale celebrata dal cardinale arcivescovo di Firenze Giuseppe Betori.

«Venerdì al Cisr (Comitato per la sicurezza nazionale) – spiega – accogliendo un suggerimento del sottosegretario Minniti e dell’ambasciatore Massolo, responsabile del Dis, abbiamo deciso di desecretare gli atti delle principali vicende che hanno colpito il nostro paese – rivela il presidente del Consiglio – e trasferirli all’Archivio di Stato. Per essere chiari: tutti i documenti delle stragi di Piazza Fontana, dell’Italicum o della bomba di Bologna. Lo faremo nelle prossime settimane – promette – vogliamo cambiare verso in senso profondo e radicale».

RENZI E IL DL IRPEF: ORA AIUTI A FAMIGLIE E PENSIONATI
Renzi è poi tornato a parlare del dl Irpef. «La rivoluzione è appena iniziata, gli 80 euro e l’Irap sono l’antipasto» ha assicurato, spiegando che adesso serve «mantenere credibilità sui mercati. Sarà possibile se resta alta l’attenzione su tutte le riforme. Se ci riusciamo – sostiene il premier – allora presto potremo allargare il taglio delle tasse agli incapienti, alle partita Iva e ai pensionati». E, sottolinea, «faccio notare a chi mi accusa di fare solo televendite che abbiamo mantenuto le promesse. Come diceva Franco Califano, tutto il resto è noia».

Il presidente del Consiglio ammette che negli 80 euro c’è però una «debolezza» perchè «80 euro dati a un single hanno un impatto diverso rispetto a un padre di famiglia monoreddito con quattro figli. Dobbiamo porci questo problema. L’Italia non si può permettere il lusso di trattare male chi fa figli».

“IDENTITA’ DIGITALE PER TUTTI ENTRO UN ANNO”
Per quanto riguarda la riforma della Pubblica amministrazione, aggiunge: «Entro un anno daremo una ‘identità digitale’ a tutti. Daremo un pin a ogni italiano, che userà quel codice per entrare in tutti gli uffici della pubblica amministrazione restando a casa. Con quel pin potranno pagare le multe o le tasse, prenotare una vista all’Asl o disbrigare le pratiche della giustizia».

A proposito delle proteste di banche e magistrati, invece, osserva: Le banche «pagano le stesse tasse di tutti gli altri italiani, il 26%». Quanto ai magistrati, ribadisce: «Con quale logica intervengono sulla formazione delle leggi? Non è indispensabile che un giudice o un pm guadagni più di 240mila euro all’anno. Non è un disastro sociale». Renzi annuncia poi la riforma della giustizia: «A giugno, dopo le elezioni. Ascolteremo tutti e faremo la riforma. Iniziamo con il processo civile telematico» e poi toccherà anche al processo penale «senza interventi ad personam che hanno segnato la sconfitta della politica in questi anni. C’è anche la giustizia amministrativa. Il sistema dei Tar non funziona come dovrebbe, dobbiamo fare una riflessione anche su questo».

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