| categoria: Roma e Lazio

Omicidio Gianicolo: “S. Egidio conceda i propri immobili a indigenti e nomadi”

Roma - Roulotte di proprietà di S. Egidio parcheggiate a fianco al Gianicolo

Presentato in conferenza stampa un dossier inquietante con foto, audio e documenti che sarà a disposizione degli inquirenti che indagano sulla morte del povero giovane ucciso da un “inquilino” di una roulotte di proprietà della comunità guidata da Andrea Riccardi

“Dai dati che abbiamo reperito al catasto la comunità di S.Egidio possiederebbe 52 immobili. Solo una parte di questi sarebbero stati adibiti ad attività sociali. Della maggior parte non se ne conosce la destinazione ed in una parte abitano persone tutt’altro che indigenti: dirigenti della comunità e professori universitari. Chiediamo che la comunità trasteverina, principale responsabile del degrado delle roulotte adibite a dimora e disseminate su strada, ospiti 5 indigenti per ogni casa, così da risolvere subito il problema dei clochard nelle roulotte. Inoltre, prima di chiedere che i rom, sinti e caminanti possano accedere alle case popolari, S.Egidio dovrebbe ospitarli nelle proprie case”. Lo dichiarano in una nota Fabrizio Santori, consigliere regionale e Marco Giudici, consigliere del Municipio XII che hanno condotto un’indagine sul fenomeno delle roulotte su strada e della proprietà immobiliare di S.Egidio, intervenuti alla conferenza stampa organizzata dalla mamma di Carlo Macro, vittima dell’omicidio del Gianicolo, barbaramente ucciso da un clochard il 17 febbraio scorso. Presenti all’incontro anche lo zio di Carlo, Carlo Bramonti e il fratello Francesco Macro.

“Consegneremo alla Procura di Roma l’intero dossier – prosegue la nota – comprensivo dell’inquietante audio in cui due senzatetto raccontano come in passato venne loro offerta un roulotte in cambio di denaro. Sarà la stessa Procura, che già ci ha dato ragione aprendo un’inchiesta per abuso edilizio, invasione di terreni e deturpamento e imbrattamento di cose altrui, ad accertare la fondatezza di quelle registrazioni. Quelle roulotte rappresentano anche un pericolo, perché all’interno vi dimorano anche soggetti pericolosi, come il rapinatore agli arresti domiciliari a via Vitellia, gli spacciatori arrestati la scorsa settimana dimoranti alla stazione Trastevere e colui che si è rivelato l’assassino di Carlo“.

Il sindaco Marino deve risolvere questo problema e costituirsi parte civile al fianco della famiglia, in rappresentanza di tutti i cittadini romani. L’assessore al sociale di Roma Capitale Rita Cutini, esponente della comunità di S.Egidio, deve dimettersi, – concludono Santori e Giudici – perché in evidente conflitto di interessi e perché fa tutto fuorché rappresentare gli interessi dei cittadini e degli indigenti”. Redazione Online News

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